Sul filo del rasoio

opinioni e commenti di adria bartolich

di Adria Bartolich

L’idea che siccome tutti sono stati a scuola, tutti sanno come funziona davvero la scuola, è un assoluta cretinata.

In vero anche l’idea di conoscere  un po’ di norme o una segmento della scuola avendo la presunzione di conoscere il funzionamento dell’intero sistema lo è. 

In realtà  per conoscerla davvero occorrerebbe avere frequentato a vario titolo tutte le parti del sistema, e questo succede molto raramente. Poi avere una capacità di  lettura e sintesi dei fenomeni e delle consuetudini che la politica, in tutta franchezza, attualmente nemmeno si sogna.

In primo luogo perché regna la convinzione che basti studiare qualche legge e poi affidarsi a chi ne sa di più,  di solito  i funzionari oppure i sindacati, per farsi consigliare  e indicare la strada da percorrere: quanto di più sbagliato si possa fare.

Non perché i consigli siano inutili, ma perché la somma di piccoli o grandi interessi di parte non fa di per sé il governo di un ambiente così complesso. E così, in questo periodo  dove la propaganda surclassa qualsiasi cosa, non si è andati molto oltre il facile slogan della riapertura subito e la difesa di interessi parziali coinvolti in questa nuova fase.

In realtà riaprire le scuole è una faccenda molto complicata, in primo luogo perché l’emergenza sanitaria provocata dal Covid19 stabilisce d’ufficio la priorità: nessuno si deve ammalare. Già questa, da sola, stravolge e mette in discussione tutto.

Irrigidisce il tempo scuola e l’attività didattica, ingessa i ragazzi abituati a essere spesso tumultuosi, i comuni a sistemare spazi lasciati nel degrado da tempo,  alcuni dirigenti  e dirigenti amministrativi  solitamente molto, forse troppo accomodanti, a essere molto più direttivi per non farsi sfuggire di mano la situazione sanitaria che cammina sul filo del rasoio. Gli operatori della scuola sanno bene che quest’anno ognuno dovrà fare qualcosa, forse molto più di qualcosa, come del resto è già successo con la didattica a distanza, oltre quanto previsto da normativa, contratto, regolamenti e mansionari vari. 

Tutto quello che riguarda le misure di prevenzione, infatti, non c’è da nessuna parte né è in alcun modo regolamentato.

Non solo, la difficoltà che in questo periodo è stata misurata di mettere a posto con una certa celerità gli spazi ha mostrato quanto siano lunghe e farraginose le procedure per fare qualsiasi intervento sulle strutture. Forse è arrivato il momento di dare alle scuole un’autonomia vera in un quadro di poche ma chiare regole comuni.

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