SUL FUTURO DEL TESSILE INCOMBE LA MINACCIA DELL’INCUBO TICOSA

telaio1L’ANNIVERSARIO – LA PARABOLA DELLA TINTOSTAMPERIA

Trentatrè anni fa il colosso di via Grandi si fermò e non ripartì mai più. Oggi le imprese seriche devono affrontare nuove sfide per sopravvivere

(m.d.) Fu un simbolo della potenza dell’industria serica lariana, divenne un ammasso di ruderi e oggi è una spianata desolata, destinata a diventare un parcheggio, nella migliore delle ipotesi e una volta conclusa la bonifica dei veleni ancora racchiusi nel sottosuolo. La parabola della tintostamperia Ticosa racconta la fine di un’epoca, quella di Como capitale della seta, e delinea un orizzonte cupo, quello di una città, di un territorio in senso più ampio, incapace di rinascere e di ripensare

il proprio ruolo.
Nata all’inizio del 1872 con il nome di “Tintoria Comense” e con una novantina di operai, alla fine del secolo superava i 600 dipendenti. Acquistata dalla multinazionale francese “Gillet & Fils” nel 1906, continuò a crescere, espandendosi a dismisura e arrivando a contare oltre 1.200 addetti negli anni Cinquanta. Nel 1960 assunse il nome di Ticosa, acronimo di “Tintoria Comense Società Anonima”. Negli anni Settanta la crisi, culminata con la chiusura annunciata da un telex arrivato da Parigi il 3 ottobre 1980.
Una parte dei capannoni della Ticosa, svuotati di operai e impiegati, venne acquistato nel 1982 dal Comune di Como. Il resto venne man mano acquisito e ristrutturato da operatori privati. La parte pubblica è rimasta per anni uno scheletro abbandonato a se stesso, terra di nessuno e dimora di disperati. Nel gennaio del 2007 Palazzo Cernezzi iniziò la demolizione dei ruderi della ex tintostamperia, al cui posto avrebbe dovuto sorgere un nuovo quartiere costruito da Multi Investment, la società olandese che si era aggiudicata la gara d’appalto per la riqualificazione del comparto di via Grandi. Ma nel 2010 Multi si sfila dal progetto e la rinascita dell’area naufraga.
Proprio dall’anniversario di quell’ottobre del 1980, quando la tintostamperia venne chiusa, vogliamo partire per riflettere sul futuro della seta lariana. Per capire se la parabola della Ticosa sarà il destino dell’intera industria tessile comasca o se, invece, chi finora è stato capace di superare ogni crisi saprà vincere anche le prossime sfide.

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