Cronaca

Sul Lario i sindaci leghisti sono pronti alla rivolta: «La nuova imposta è una rapina travestita»

I commenti dei primi cittadini padani
Il capitano chiama, i colonnelli rispondono. Roberto Maroni, ex ministro dell’Interno, tuona contro l’Imu, lanciando una forma di disobbedienza fiscale e consigliando ai sindaci di disdire il contratto con Equitalia, la società che riscuote le tasse per conto degli enti locali. Come ha già fatto, per esempio, il piccolo paese di Morazzone, in provincia di Varese.
I sindaci comaschi (e leghisti) rispondono alla chiamata. Ancora non sanno con precisione quali armi useranno e come le useranno , ma si dicono pronti
a seguire le indicazioni di Maroni e, più in generale, della Lega.
«Assumete in proprio la riscossione – ha consigliato Maroni agli amministratori leghisti – Promuoviamo insieme la disobbedienza civile e l’opposizione fiscale da parte dei cittadini, con l’aiuto dei sindaci per non metterli nei pasticci: saranno gli amministratori a dare copertura a chi aderirà». Ieri Maroni ha rincarato la dose, spiegando che il consiglio federale sta preparando un pacchetto di “opposizione fiscale” da sottoporre ai sindaci: una serie di misure che riguardano Imu, aliquote, patto di stabilità e rescissione del contratto con Equitalia.
«La proposta di Maroni – commenta Cristiano Banfi, sindaco di Turate – è allettante. Mi prendo un po’ di tempo per conoscere i dettagli, ma l’idea mi attira. Mi considero “uomo della Lega”, quindi attendo indicazioni dal movimento». Il consiglio federale sta mettendo a punto il pacchetto di “disobbedienza fiscale” da sottoporre ai sindaci: Banfi si aspetta, quindi, che da via Bellerio arrivino presto delle indicazioni.
«Quando arriveranno – continua il sindaco di Turate – cercheremo di applicarle. L’obiettivo è evitare operazioni di immagine, per fare qualcosa di concreto per le tasche dei nostri cittadini. L’Imu nasce come tassa per il territorio, e si trasforma in una brutta batosta per la gente. Noi non abbiamo ancora deliberato le aliquote, ma ci impegniamo per non toccare i valori base: 4 per mille per la prima casa, 7,6 per mille per gli altri immobili».
Anche per Claudia Lingeri l’obiezione fiscale proposta da Maroni è «interessante».
«Come si può non concordare? – aggiunge il sindaco di Mezzegra – L’Imu è una rapina travestita da imposta, perciò ogni forma di protesta è condivisibile. Per quel che riguarda le aliquote, noi vorremmo tenerle al minimo, salvo poi verificare la quadratura dei bilanci».
La disobbedienza fiscale contro l’Imu è una «battaglia sacrosanta in difesa di famiglie e imprese», aggiunge Cristian Tolettini, sindaco di Drezzo e segretario provinciale della Lega Nord. «Occorrerà individuare le modalità migliori per protestare contro questa imposta: i sindaci della Lega (una ventina in provincia di Como, ndr) non si sono mai tirati indietro. Perciò seguiremo la strada che il movimento ci indicherà: i nostri cittadini rischiano un vero e proprio salasso, dai primi calcoli non si prospetta nulla di buono. Ho già fatto due conti – spiega Tolettini – e le previsioni portano a un ritocco delle aliquote verso l’alto». Il sindaco di Drezzo fa capire che, per garantire il gettito che il governo si attende, è difficile mantenere basse le aliquote.
«Questo dimostra che il governo ha fatto i conti nell’interesse di Roma, e non degli enti locali. E noi, amministratori, dobbiamo fare gli esattori per conto del governo centrale. Assurdo. Con la Lega al governo questo non sarebbe successo. Noi siamo coerenti, ci siamo sempre opposti a questa politica. È inutile che ora Pdl e Pd gridino insieme allo scandalo. Mi auguro proprio che questa battaglia dei sindaci vada ben al di là delle logiche di appartenenza politica».

Andrea Bambace

Nella foto:
Cristiano Banfi
1 maggio 2012

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