Sul Lario la “salvezza” del gambero di fiume

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Il progetto regionale

Il nome scientifico è Austropotamobius pallipes. Più comunemente è definito come gambero d’acqua dolce o gambero di fiume. Un crostaceo a rischio di estinzione che l’Unione Europea ha inserito nel suo programma Life and invertebrate conservation o Life+ e che la Regione Lombardia ha programmato di proteggere e di riprodurre attraverso un vero e proprio progetto, realizzato in collaborazione con le Regioni Abruzzo e Molise. La prossima settimana, il gruppo di monitoraggio del progetto visiterà

quattro dei 12 siti lombardi in cui il gambero di fiume ha trovato un “rifugio sicuro”.
Uno di questi è sul Lario. Si tratta della riserva naturale del Sasso Malascarpa, area protetta situata nel territorio dei comuni di Canzo e di Valmadrera (Lecco) e classificata dal 2004 come sito di importanza comunitaria.
Proprio al Sasso Malascarpa è collocato uno dei due centri di riproduzione della Lombardia (l’altro è a Prabione di Tignale, nell’Alto Garda bresciano).
I centri di riproduzione sono strutture destinate alla fecondazione artificiale, incubazione delle uova e primo allevamento della specie ittica. Nei centri di riproduzione vengono selezionati i gamberi destinati a essere “donati” al territorio. L’importanza del gambero di fiume è data dalla caratteristica di questo crostaceo, che vive in habitat particolamente salubri. È quindi un animale in grado di accertare la qualità delle acque interne.

Nella foto:
La specie ittica del gambero di fiume vive in acque particolarmente pulite

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