Sul Lario quattro logge e un centinaio di massoni
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Sul Lario quattro logge e un centinaio di massoni

Salone dell’associazione Carducci a Como gremito ieri pomeriggio per il convegno sui “Trecento anni della Libera Muratoria Moderna”, la massoneria insomma. All’incontro, introdotto dal giornalista Alberto Longatti, ha preso parte anche Stefano Bisi, il gran maestro del Grande Oriente d’Italia Palazzo Giustiniani, intervistato prima dell’incontro da Andrea Bambace, negli studi di Espansione Tv. Bisi era accompagnato tra gli altri dall’avvocato comasco Francesco Tagliabue, legale della famiglia Castagna durante il processo di Erba. Ecco i passaggi principali dell’intervista.
Qual è la presenza della massoneria a Como?
«La massoneria in provincia di Como – ha risposto Bisi – è presente con il Grand Oriente d’Italia, quattro diverse logge e un centinaio di fratelli, molto attivi e impegnati nella vita di ogni giorno sia come singoli fratelli sia come liberi muratori».
Quali sono i valori della massoneria oggi?
«Sono gli stessi di ieri, ovvero la fedeltà alla libera muratoria, la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza. Sono l’incarnazione dei nostri valori oggi e lo saranno anche domani».
Qual è il confine tra riservatezze e segretezza?
«La riservatezza che hanno i liberi muratori è quella di tutte le associazioni. I non iscritti all’Arci non posso partecipare alle riunioni dell’Arci. Così come chi non è iscritto al Grande Oriente d’Italia non può prendere parte alle riunioni. Ma ci sono tante iniziative pubbliche in tutta Italia, l’ultima era intitolata “Oltre” e ho visto che anche giovani di Confindustria hanno scelto questo nome per la loro ultima convention nazionale».
Dopo i noti fatti degli anni Ottanta e Novanta (scandalo P2 e inchiesta Cordova, ndr) la massoneria ha dovuto ricostruire la sua immagine.
«Abbiamo tante iniziative in Italia anche nel campo solidarietà. Soprattutto in direzione del lavoro, che è quello che manca. Pensavo proprio ora al dramma infinito di quell’uomo che si è tolto la vita e l’ha tolta ai suoi quatto figli. I nostri fratelli lavorano per il tempio interiore, ma anche per il bene dell’umanità».
Al convegno del Carducci hanno preso parte in qualità di relatori anche due docenti legati all’Università dell’Insubria, Mario Conetti, ricercatore e figlio dell’ex prorettore Giorgio e Claudio Bonvecchio, presidente del corso di studi di Scienze della Comunicazione.

23 Ott 2017

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