Sul Lario scoppia la guerra dell’otto per mille

Il caso , Musulmani esclusi dalla ripartizione. El Sisi: «Ingiusto. Paghiamo le tasse»
La Lega: «Prima gli islamici accettino l’uguaglianza tra uomo e donna»
A pochi giorni dalla fine del Ramadan, il mese sacro dei fedeli di Allah, il portavoce della comunità islamica di Como, Safwat El Sisi, scatena una nuova “crociata”. Oggetto del contendere è quanto di più lontano dalla spiritualità si possa immaginare, ovvero una mera questione economica, relativa alla divisione dei fondi dell’otto per mille, il sistema di finanziamento pubblico delle confessioni religiose.
Nei prossimi giorni, lo Stato dovrebbe varare definitivamente le intese con sei
nuove confessioni – ortodossi, buddisti, mormoni, induisti, apostolici e testimoni di Geova – che a tutti gli effetti parteciperanno alla ripartizione dell’otto per mille. Restano esclusi dall’allargamento degli accordi i musulmani.
«È un’ingiustizia bella e buona – attacca El Sisi – Per giustificare l’esclusione dei fedeli islamici sono state accampate le solite scuse politiche. In realtà, ancora una volta siamo costretti a subire. Peraltro, sono state siglate intese con confessioni che non sono neppure religioni vere e proprie mentre si esclude l’Islam che oggi è la seconda religione in Italia».
In questi giorni, i fedeli di Allah stanno celebrando il Ramadan, il mese sacro. «Non ci interessa arricchirci – precisa El Sisi – Gli islamici residenti in Italia, però, pagano le tasse esattamente come i fedeli di ogni altra confessione. Avremmo dunque anche noi diritto di accedere all’otto per mille. È vero che non esiste un unico rappresentante dell’Islam, ma ci sono più associazioni registrate ufficialmente, che potrebbero occuparsi della gestione del denaro. Non importa la cifra, potremmo avere anche soltanto pochi euro. Conta il principio. È l’uguaglianza dei diritti che manca».
Di tutt’altro avviso si dice Nicola Molteni, parlamentare lariano della Lega Nord. «La rivendicazione di El Sisi non ha alcun fondamento – sottolinea l’esponente del Carroccio – Innanzitutto, la comunità islamica non parla con una sola voce, non ha un unico referente ma molteplici e moltissime voci. Non si ha dunque un interlocutore con il quale avviare una trattativa».
Per Molteni c’è poi un problema ancora più serio. «Per accedere alla ripartizione dell’otto per mille gli islamici dovrebbero siglare un’intesa con lo Stato – dice il parlamentare lariano – Firmare questa intesa implica l’accettazione dei principi e dei valori fondanti della nostra Costituzione. Questo, con i musulmani, non è scontato, anzi. Basti dire che si tratta di accettare l’uguaglianza tra uomo e donna e un principio quale la monogamia».
In assenza di questi presupposti, a detta del parlamentare del Carroccio, non è possibile neppure avviare un dialogo. «In questo momento è ben difficile avere dialogo e comunicazione con i musulmani – sottolinea Nicola Molteni – Le intese che sono state siglate con altre confessioni prevedono l’accettazione dei principi base della nostra società. Gli islamici non sottoscrivono le intese e non accettano valori e principi costituzionali. In queste condizioni non ci può essere dialogo, resta impossibile e a maggior ragione non è possibile pretendere l’assegnazione dei fondi dell’otto per mille. L’Islam parla con troppe voci, non ha un unico soggetto che possa rappresentare i fedeli e non accetta i principi fondanti dello Stato. Mancano del tutto le basi per arrivare alla firma di un’intesa con lo Stato».
In attesa degli sviluppi della loro nuova “guerra santa”, i fedeli di Allah comaschi continuano a pregare sotto il tendone allestito in Val Mulini e si preparano alla grande cerimonia prevista per la fine del mese di digiuno e preghiera, in programma il prossimo 9 settembre.
«Invito già da ora il sindaco Stefano Bruni e gli amministratori di Como -dice Safwat El Sisi – La cerimonia per la rottura del digiuno è per noi un momento molto importante e saremo lieti di poterlo condividere anche con i comaschi. È un modo ulteriore per dimostrare la nostra totale volontà di integrazione».

Nella foto:
Un’immagine della preghiera del venerdì, praticata nel 2005 dai fedeli islamici sotto le mura di Como lungo viale Cattaneo (foto Fkd)

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