Sul nuovo progetto Ticosa la città si divide. Guerra di comunicati tra favorevoli e contrari

Il degrado dell'area Ticosa

Com’era facile prevedere, divide il no della maggioranza di centrodestra al progetto urbanistico per l’area Ticosa proposto dall’ex presidente della Camera di Commercio, Paolo De Santis.
Confesercenti plaude alla scelta di chi governa oggi Como. Il gruppo consiliare di Svolta civica, invece, critica duramente la decisione, parlando di «incapacità totale». Una zuffa verbale tra favorevoli e contrari, un po’ sulla falsariga di quanto accaduto soltanto pochi mesi fa con la vicenda del parcheggio en plein air di viale Varese.
«La scelta dell’amministrazione di privilegiare la creazione in Ticosa di un grandissimo parcheggio a servizio della città ci trova assolutamente d’accordo – ha scritto ieri in un comunicato il presidente di Confesercenti Como, Claudio Casartelli – l’opera è assolutamente necessaria e funzionale alla realizzazione di un’area per la sosta del medio e lungo periodo. Ciò non preclude la realizzazione anche di altri insediamenti abitativi, anche se a differenza della bozza presentata in questi giorni in Comune, il progetto sulla Ticosa ideato a suo tempo aveva il vantaggio di essere pensato per fare da traino per la riqualificazione dell’area di via Milano Alta e delle vie attigue tramite il parziale interramento di via Grandi».
Di segno totalmente opposto la presa di posizione dei tre consiglieri comunali di Svolta Civica, pure comunicata in una nota giunta ieri mattina alle redazioni dei media locali. «È sconcertante il fatto che l’amministrazione riduca la visione del futuro della nostra città e delle sue nuove generazioni a un parcheggio, senza voler nemmeno approfondire, con la serietà che si dovrebbe a un simile tema, l’idea avanzata da Officina Como sul futuro dell’area Ticosa – scrivono Maurizio Traglio, Vittorio Nessi e Barbara Minghetti – Senza contare il fatto che, oltretutto, il progetto di Officina Como prevede per quel sito un grande parcheggio interrato, da circa mille posti. Rigettare la proposta di realizzare sull’area Ticosa un polo votato alla creatività dimostra, una volta più, la totale incapacità dell’amministrazione guidata da Mario Landriscina di cogliere occasioni importanti per rilanciare la città e pensare alle generazioni più giovani. È evidente che la maggioranza ha rifiutato l’idea per mere questioni politiche, per non ammettere che altri offrono soluzioni che l’amministrazione non è in grado di dare», concludono i tre consiglieri.
Da registrare, infine, la posizione di Salvatore Monteduro, segretario generale della Uil, anch’egli molto critico con il centrodestra. «È assurdo – dice il sindacalista comasco – che la politica non riesca a riprogrammare velocemente i nodi strategici della città. E anche un’urbanistica che guarda soltanto ai parcheggi è inconcepibile».

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1 Commento

  • gv , 22 Gennaio 2019 @ 12:27

    Il problema reale è che a Como non esiste un respiro internazionale ed un approccio serio all’immobiliare, all’urbanistica e al costruito.
    Siamo a 50 km da Milano ma in realtà siamo distanti anni luce.
    Gli interlocutori che vengono interpellati su questi temi sono totalmente inadeguati ed impreparati. Gente che non ha alcuna idea di una visione progettuale, di un progetto a lungo termine.
    La città dovrebbe attrarre investitori italiani e stranieri seri e creare un appeal internazionale su tutto il suo patrimonio immobiliare. Solo questo può generare una seria e stimolante crescita della città. Questo è quello che è successo e sta succedendo a Milano e nelle maggiori città Europee.
    Forse sarebbe opportuno interpellare personalità diverse, comaschi e non che il mondo lo conoscono veramente, lo girano, lavorano nel mondo e lasciar perdere ordini, imprese locali e politicanti senza alcuna visione.
    L’urbanistica e l’immobiliare non guardano più al metro cubo e al posto auto.
    L’approccio è cambiato.. da più di 10 anni!!

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