Sul treno Menaggio-Porlezza viaggiò anche Franz Kafka

Lo scrittore Franz Kafka

Dario Campione rievoca l’epopea della storica tratta Menaggio-Porlezza in “Il trenino del Signor K.”

Illumina l’intero tracciato della Menaggio-Porlezza, quasi traversina per traversina, il giornalista del “Corriere di Como” Dario Campione nel libro Il trenino del signor K. (pp. 288, 32 euro), pubblicato nel 2008 dall’Editoriale Srl.
L’autore ha dedicato anni allo studio dei documenti relativi a questa ferrovia su cui viaggiò anche il grande scrittore Franz Kafka (da cui il titolo, romantico e intrigante).
Come nacque la Menaggio Porlezza? Sottolinea Campione, «tracciare una linea ferroviaria, soprattutto in zone montuose, non era affatto facile. Verso la metà dell’800 progettare una linea di montagna rappresentava uno scoglio pressoché insuperabile».
Il trenino del signor K. individua per la prima volta chi diede il “la” alla linea, l’artefice iniziale: l’ingegnere idraulico milanese Giuseppe Bruschetti «ideatore con il figlio di Alessandro Volta, Zanino, della prima ferrovia lombarda, la Milano-Como». Ma occorreva un pioniere delle strade ferrate. La Menaggio Porlezza lo trovò. Si chiamava Emilio Olivieri. L’ingegnere propose la soluzione ideale: teorico del trasporto ferroviario “economico”, nel 1874, con due lunghi articoli sulla rivista di Carlo Cattaneo “Il Politecnico”, avviò il dibattito sullo scartamento ridotto in Italia. La soluzione era l’uovo di Colombo per la tratta lariana. Ridurre la distanza tra i binari e costruire treni di dimensioni minori, più leggeri e meno rigidi, avrebbe consentito risparmi ed efficienza. Tutto pacifico? Nemmeno per sogno.
«La costruzione di una vaporiera di piccole dimensioni era molto più complessa di quanto potesse sembrare», scrive Campione. «Il rischio era di restare inchiodati al terreno e di non farcela a superare le pendenze che, soprattutto nel primo tratto, da Menaggio a Grandola, erano piuttosto ripide».
E poi mancavano i soldi. Si dovettero aspettare altri 10 anni per far decollare l’impresa, inaugurata nel 1884. Il costo di costruzione finale fu di 1.108.901 franchi svizzeri. La linea non ebbe in realtà mai vita facile. Nell’agosto 1911 subì una drammatica alluvione. Poi arrivò il conflitto mondiale. E, su tutto, lo spettro di passivi sempre più ampi, le emorragie di passeggeri e la veloce concorrenza dei trasporti su gomma. Nell’ottobre 1939 calò per sempre il sipario.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.