Sulla ferrovia Como-Lecco è guerra di comunicati. Ma nessuno sembra voler risolvere il problema

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L’elettrificazione della linea ferroviaria Como-Lecco è ormai un caso politico. E forse sarebbe giusto dire anche giornalistico. Dato che la guerra di comunicati che da settimane si combatte in particolare tra centrodestra e Movimento 5 Stelle, ha un unico obiettivo: trovare spazio sulla stampa.
Invece di tentare di risolvere il problema, si continua a giocare a rimpiattino, tentando di addossare – almeno verbalmente – ogni responsabilità all’avversario politico di turno. Una situazione paradossale, che impedisce tra l’altro di raggiungere il solo obiettivo utile: l’elettrificazione, appunto, della trasversale ferroviaria tra le due città lariane.
Ieri è stata la volta di Nicola Molteni, deputato della Lega ed ex sottosegretario all’Interno, di annunciare «una interrogazione parlamentare urgente al ministro delle Infrastrutture e Trasporti per capire che fine abbiano fatto i 78 milioni di euro promessi, annunciati e garantiti per l’elettrificazione della linea ferroviaria Como- Cantù-Lecco». Un’opera che Molteni definisce «strategica per lo sviluppo economico, turistico e commerciale del territorio lombardo, comasco e canturino; un’infrastruttura che doveva essere finanziata attingendo dal piano investimenti di Ferrovie dello Stato capiente per un valore di 1,4 miliardi».
L’interrogazione del parlamentare leghista segue un comunicato del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Raffaele Erba, che ancora ieri ribadiva la possibilità che la Como-Lecco venisse finanziata con le risorse del decreto Olimpiadi: 473 milioni di euro, nessuno dei quali però – al momento – destinato alla provincia di Como. Una possibilità legata, secondo Erba, alla collaborazione tra Stato e Regione.
A stretto giro di posta, e sempre ieri, il sottosegretario alla presidenza della Lombardia, il leghista Fabrizio Turba, ha però voluto ricordare a Erba che «la Como-Lecco è una linea ferroviaria dello Stato, della società statale Rfi che fa riferimento al governo, non alla Regione. Forse Erba non sa che la Lombardia ha più volte chiesto di inserire l’elettrificazione nel contratto di programma tra Rfi e ministero dei Trasporti, formalizzando la richiesta in ogni sede utile, compreso il tavolo di ascolto tra le Regioni e la società statale che gestisce la rete. Ad oggi questo intervento non è incluso nel contratto di programma».
La confusione regna sovrana perché ciascuno sembra essere interessato soltanto alle proprie ragioni propagandistiche. «In realtà – dice Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd – le cose sono chiare, e da tempo. Ben venga l’interpellanza di Molteni, che finalmente aiuterà a fare chiarezza. Il governo non ha mai annunciato l’elettrificazione della Como-Lecco ma il possibile finanziamento del progetto di elettrificazione. Progetto subordinato alla decisione, questa sì della Regione Lombardia, di inserire la tratta ferroviaria tra le opere prioritarie da completare al più presto. Questo rimpallo – conclude Orsenigo – è tanto più stucchevole quanto del tutto inutile. Governo e Regione possono collaborare ma la Lombardia deve dire se la Como-Lecco rientra tra gli assi chiave del trasposto su ferro. Il resto è chiacchiera».

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