Sulla giunta spirano venti di crisi. Magatti: «Capire chi governa in città»

altTensioni in maggioranza
Anche Como Civica chiede spiegazioni. Lunedì Gerosa vede Lorini

(da.c.) Il centrosinistra che governa il capoluogo lariano è alle prese con la sua prima crisi politica. Crisi autentica, concreta. E a nulla valgono le massicce dosi d’acqua fredda che il pompiere Mario Lucini tenta di spargere sui focolai innescati dalla vicenda Ztl e posti blu.
La bufera sollevata dalla decisione di aumentare le tariffe dei parcheggi in alcune strade fuori le mura non accenna a placarsi.
Tutt’altro. Se è vero che ieri pomeriggio, raggiunto al telefono a Monaco di

Baviera dove trascorre alcuni giorni di ferie, l’assessore Bruno Magatti si è espresso come mai finora. «Non sono d’accordo per nulla sulle ultime scelte – ha detto il titolare di Ambiente e Sanità – questa volta io dissento».
E il dissenso, che nel linguaggio della sinistra ha un significato molto preciso, viene chiosato da Magatti con una frase in tutto simile a una carica di dinamite piazzata sotto il tavolo della giunta di Palazzo Cernezzi: «A questo punto, bisogna capire chi governa la città».
Già: chi sta governando Como? Se lo chiedono in molti. A partire dai consiglieri comunali del centrosinistra, i quali osservano abbastanza attoniti il prevalere di «logiche dirigenziali» sulle scelte politiche. E se nelle settimane scorse uno dei più critici tra i Democratici a Palazzo, Gioacchino Favara, aveva alzato il tiro contro i funzionari a suo dire eccessivamente invadenti, adesso il malumore è diventato più diffuso.
La questione, come detto, è tracimata. Il placido specchio d’acqua su cui ha galleggiato il governo del capoluogo si è trasformato in un mare burrascoso.
«Sul ruolo dei dirigenti e sui rapporti con la giunta c’è una questione aperta che adesso va affrontata – ha detto Marco Tettamanti, capogruppo di Como Civica, la compagine che sin qui ha più di altre difeso e appoggiato il complicato lavoro dell’esecutivo – Non era nostra intenzione aumentare le tariffe dei parcheggi, non so come si sia arrivati a questa decisione. È evidente che c’è stato un problema di comunicazione spiacevole e che sia stata applicata una delibera senza informare gli assessori».
Como Civica, annuncia Tettamanti, si riunirà la prossima settimana e sul tavolo ci sarà all’ordine del giorno la vicenda Gerosa. Chi invece si riunisce a tamburo battente sono i consiglieri comunali del Partito Democratico, che stasera incontrano il sindaco in un faccia a faccia che si annuncia meno sereno e tranquillo del solito. Peraltro, il primo cittadino è alla vigilia delle sue ferie. Dovrebbe partire per qualche giorno di vacanza proprio domani ed è facile immaginare che non intenda rovinarsi il riposo con polemiche e discussioni senza fine.
Dentro la maggioranza consiliare, anche la componente di Paco-Sel lancia segnali di nervosismo. Vincenzo Sapere, il decano dei componenti l’assemblea di Palazzo Cernezzi, mostra sconcerto e delusione. «In un momento di caos andare a spiegare ai cittadini i motivi per cui aumentano le tariffe e dire loro che l’assessore non sapeva nulla è a dir poco imbarazzante. Siamo di fronte a una cosa grave. Se avesse agito in solitudine, così come sembra, il dirigente andrebbe rimosso dall’incarico. Mi chiedo, però, per quale motivo l’assessore non abbia esercitato il necessario controllo sugli atti del dirigente».
Per avere una risposta, Sapere dovrà attendere qualche giorno. Daniela Gerosa, ormai chiamata in causa da tutte le parti, ha annunciato di voler incontrare il responsabile dell’ufficio Mobilità, Pierantonio Lorini, la prossima settimana. Anche la giovane titolare dei Lavori pubblici è in ferie e ieri, contattata al telefono dalla redazione di Etv, si è limitata a dire che quanto accaduto «è stata una cosa molto seria. Devo ancora capire come e perché il dirigente abbia attuato la delibera di giunta in questo modo. Affronteremo a quattrocchi la cosa lunedì prossimo».
Cinque Stelle all’attacco
Sul fronte dell’opposizione, ieri si è fatto vivo il Movimento 5 Stelle che ha definito la vicenda «una scenetta» da sit-com.
«La lotta interna è in corso e chi ne paga le conseguenze è il cittadino. Ora l’aumento delle tariffe è solo l’ennesima goccia che non farà traboccare nessun vaso. Non ci saranno allontanamenti, non siamo così fortunati».

Nella foto:
L’assessore Daniela Gerosa è di fronte alla sua prima autentica crisi politica. Deve affrontarla difendendosi dalle accuse anche della maggioranza

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