Sulle orme di Giorgio Perlasca. Il reportage che diventa una guida

alt

Storia e memoria – Le foto pubblicate dal “Corriere di Como” su Budapest sono ora nella pubblicazione presentata a Venezia e, ieri, nella capitale ungherese

Un reportage del “Corriere di Como” che si è trasformato in qualcosa di importante, a diffusione internazionale. Esattamente una guida di Budapest legata ai luoghi di Giorgio Perlasca.
Tutto nasce dalle immagini e dal servizio realizzato due anni fa dal nostro giornalista Massimo Moscardi che, con la collaborazione dell’Istituto italiano di Cultura di Budapest, girò per la capitale ungherese alla ricerca dei posti in cui negli anni della guerra era stato Perlasca, proprio l’uomo che, fingendosi

console spagnolo, firmò una lunga serie di documenti falsi che salvarono migliaia di ebrei.
Moscardi, al suo rientro in Italia, condivise le immagini scattate, e pubblicate sul “Corriere di Como”, con la Fondazione Perlasca, che è guidata da Franco, figlio di Giorgio.
Proprio Franco Perlasca, infatti, prima del viaggio del nostro giornalista in Ungheria, aveva rivelato che non c’era una vera e propria guida dei luoghi di suo padre, e che nessuno ci aveva mai pensato. Massimo Moscardi, così, è stato il primo a fare “scientificamente” il giro sulle orme del finto console spagnolo.
Un viaggio che di fatto ha toccato praticamente tutti i posti più belli di Budapest. Una città che ovviamente si è molto trasformata rispetto a quella della guerra e dove alcuni posti sono completamente cambiati. Molti altri sono invece rimasti. 1conferenza1
Dalla collaborazione con la Fondazione Perlasca è dunque nata una guida, finanziata dalla Regione Veneto, in tre lingue, italiano, inglese e ungherese, che nelle scorse settimane è stata presentata a Venezia. Una conferenza affollatissima in cui hanno preso la parola Amos Luzzatto, della comunità ebraica del capoluogo veneto, il console generale ungherese a Milano Istvan Manno e lo stesso Franco Perlasca.
Quest’ultimo, presentando l’opera, all’inizio del suo discorso, ha proprio sottolineato che «le cose belle nascono per caso. E quasi per caso, due estati fa, mi arrivò la chiamata di Massimo Moscardi del “Corriere di Como”, che mi chiedeva informazioni legate a un percorso di Budapest sulle orme di mio padre. Un percorso che non era mai stato disegnato. Lui lo ha fatto e ci ha mandato le foto».
«Da lì è nata l’idea di fare la guida – ha aggiunto Perlasca – anche perché, nello stesso periodo, una scuola di Seveso ci aveva chiesto informazioni su Budapest legate agli stessi posti».
Da poche settimane il progetto è diventato concreto, con le foto di Massimo Moscardi, che sono state integrate e aggiornate con quelle del fotografo Paolo Zanetti, con coordinamento e redazione di Luciana Amadio e i testi tratti dal libro “L’impostore – Diario di Giorgio Perlasca”.
Le foto del giornalista del “Corriere di Como” sono state peraltro al centro di una mostra che è stata allestita nelle scuole di Anzano del Parco, inaugurata dal console Manno, poi sono state portate a Seveso e all’inizio dell’anno prossimo saranno esposte ad Asola, nel Mantovano, dove le locali scuole faranno un lavoro specifico relativo alla storia di Giorgio Perlasca, che era nato a Como il 31 gennaio del 1910 ed è morto nel Padovano, dove ha passato la sua vita, nel 1992.
Tra i luoghi ritratti, che si trovano sia nella mostra che nella guida pubblicata dalla Fondazione Perlasca, la Sinagoga (che ricorda il finto console come un “Giusto”), le case dove venivano salvati gli ebrei (ci sono ancora tutte) e l’Istituto di Cultura, che Perlasca frequentava e dove ora è ricordato con un busto davanti all’ingresso. Non manca la prima casa dove il comasco visse a Budapest dopo aver abitato in varie pensioni, come pure l’Albergo Astoria, che ospitava al sesto piano gli uffici della Saib, la ditta per cui lavorava (commerciava carni dall’Est Europa in Italia). C’è la sede dell’Ambasciata di Spagna, in Eotvos Utca 11, il posto dove Perlasca si finse console e in questo modo salvò migliaia di persone. A Buda, nel cosiddetto quartiere della Fortezza, si trovavano i ministeri dove andava a “patteggiare” e a stringere rapporti con le alte cariche ungheresi dell’epoca. Questi sono alcuni posti, ma ce ne sono molti altri. 1mostra1
La guida della Fondazione Perlasca presenta l’itinerario nella capitale ungherese, che peraltro è per buona parte concentrato in centro città: quindi, chi volesse utilizzarla, oltre a trovare i luoghi legati al benemerito comasco, potrà vedere automaticamente tutti i posti più belli della città.
Oltre ai posti, viene proposto anche un quadro storico dell’epoca, con la spiegazione della vicenda di Perlasca a cui, peraltro, proprio pochi giorni fa è stato dedicato un busto in Canada, a Toronto.
Una serie di iniziative importanti, dunque, legate a un grande comasco e a un’opera che è utile, oltre che per i turisti e gli appassionati delle vicende storiche, anche per le scuole, visto che i vari istituti, con la guida in mano, potrebbero proporre, partendo da una valida base, gite nella capitale ungherese, dove nell’ultimo anno si è peraltro registrata un’impennata di arrivi di italiani.
E, dopo quella a Venezia, ieri c’è stata la presentazione a Budapest all’Istituto Italiano di Cultura, con la guida nella sua versione in lingua magiara. Oltre a Franco Perlasca, è intervenuto Peter Kirschner, dell’Associazione culturale ebraica ungherese. A seguire la conferenza, anche una delegazione del Comune di Seveso, capitanata dall’assessore Roberta Miotto, da sempre legata alla Fondazione Perlasca e Massimo Moscardi, il collega del nostro giornale che ha fornito lo spunto per far partire questa iniziativa di grande importanza e di rilevanza internazionale.  Lorenzo Morandotti

Nelle foto.
In alto, la copertina della guida di Budapest con i luoghi legati a Giorgio Perlasca. Sopra, la conferenza con Franco Perlasca e Peter Kirschner all’Istituto Italiano di Cultura e la mostra con le immagini della capitale ungherese realizzate da Massimo Moscardi e Paolo Zanetti 

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.