Sulle tracce della ferrovia Menaggio-Porlezza, quando la storia dei trasporti alimenta il turismo

Ferrovia Menaggio Porlezza

In viaggio dolce su antichi sedimi di sbuffanti vaporiere. Un esempio? La Menaggio-Porlezza: un convoglio sbuffante, a “binario ristretto” e cioè a scartamento ridotto (0,85 metri), ebbe poco più di mezzo secolo di attività. Nata per trasportare turisti e merci, ebbe fine ingloriosa, ma inevitabile dopo 55 anni di speranze, accesi dibattiti e poi disillusioni, incidenti, vandalismi, tragedie, e un fiume di denaro. Era lunga 12,241 km.
Il tracciato presentava pendenze vertiginose (fino al 5‰) e si sviluppava sul fianco del Monte Crocetta, fino ad affacciarsi alla valletta del torrente Valstera in località Pastura, per poi proseguire nella direzione opposta, verso Nord, da dove, superata una galleria lunga quasi cento metri sopra Croce, scendeva lungo la valle del Binadone.
Fu un’occasione persa per lo sviluppo del territorio, la Menaggio-Porlezza, sepolta dai debiti senza più risollevarsi.
Riaccende i riflettori su questa pagina di storia dei trasporti della provincia lariana un libro a cura di Ornella D’Alessio, Vie verdi (editrice Cinquesensi, pagine 208, costo 10 euro) dedicato proprio agli ex tracciati ferroviari, che propone itinerari in tutta Italia da fare in bicicletta o a piedi.
C’era una volta la ferrovia, il mezzo di trasporto che cambiò le vite della gente, le loro abitudini e l’intera società̀. Ma laddove c’era una volta la ferrovia e oggi non ne rimane che qualche pallida memoria sono rimasti dei cammini ferrati che sono al tempo stesso memoria storica, patrimonio culturale e, spesso, ambiente incontaminato da ripercorrere indietro nel tempo, a piedi o in bicicletta. L’autrice e instancabile viaggiatrice Ornella D’Alessio ne ha selezionati venti. In Lombardia l’autrice ha segnalato oltre alla Menaggio-Porlezza anche la Castellanza-Castiglione Olona
«Con grande emozione – scrive l’autrice del volume – ho percorso ciclovie valorosamente realizzate su sedimi ferroviari abbandonati, a volte perfette, a volte pronte solo in parte. Un modo di ammirare paesaggi e conoscere territori da una prospettiva diversa, possibile anche per i pigri che si perdono panorami incredibili, senza sapere che oggi con le biciclette elettriche è tutto più facile».
Ornella è viaggiatrice instancabile. Prima di laurearsi ha cominciato a percorrere il globo dalle Svalbard all’Antartide, dall’Australia all’isola di Pasqua (Cile), trasformando la sua passione in un mestiere. Autrice di guide e di reportage dal mondo nel corso degli anni ha collaborato con le principali riviste di viaggi italiane e internazionali. Negli ultimi anni ha cambiato andatura e per scelta viaggia più lentamente con l’obiettivo di assaporare sempre di più la bellezza.

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