Sulle tracce di Como romana

L'edizione del 2017
L’edizione del 2017

Estate in costume per rievocare un personaggio storico che ha segnato la storia di Menaggio. Gli organizzatori – una cinquantina quest’anno – garantiscono coinvolgimento e divertimento totali per grandi e piccini. Con un’attenzione particolare al turismo culturale: anche quest’anno la didattica viene fatta pure in inglese, a favore dei tanti ospiti internazionali sul lago d’estate.

Stiamo parlando della nuova iniziativa dello Studio Tablinum di Bellagio, che si terrà anche quest’anno a Menaggio. È la seconda parte del “Tributo Storico Lucius Minicius Exoratus”, sabato 30 giugno e domenica 1° luglio dalle 10 alle 21, all’asilo comunale di Menaggio (ingresso libero con offerta libera). L’anno scorso i partecipanti funo 1.500. Al centro della due giorni accampamenti degli Elvezi, popolazione germanica, e accampamenti romani (nel 59 a.C. Giulio Cesare, autorizzato dalla lex Vatinia che gli conferiva il potere di creare nuove colonie, fondò Novum Comum). In scena conferenze in toga sul diritto romano, rievocazioni dei principali riti apotropaici romani ed helvetici. Per i ragazzi è stato previsto un particolare approccio alla vita da campo: potranno capire quanto pesava un’armatura, uno scudo, una spada e assistere alla coniazione delle monete.

Ci sarà anche un matrimonio secondo i riti dell’antica Roma e vaticini, con pontefici e aruspici che leggeranno e interpreteranno il volo degli uccelli. Il tutto sotto l’ala protettiva di Exoratus, figura rilanciata e studiata da Alessandro Cerioli, alla guida di Tablinum, che terrà una conferenza su “Novum Comum” e anticipa: «Quando noi pensiamo alla città di Como, subito ci viene in mente la tipica conformazione urbanistica romana, ossia: perimetro squadrato, le due vie principali il Cardo e il Decumano, e nel centro il Foro con gli edifici simbolo del potere di Roma, la Basilica, il Campidoglio e gli splendidi colonnati. Ma è bene sapere che non fu così sino al 59 a.c., ossia sino alla fondazione di Novum Comum, la città che conosciamo oggi. Il duro impatto con le armi di Roma risale al 196 a.c., anno in cui i Celti Comenses sono sconfitti dai romani nella battaglia nei pressi di Camerlata. Di conseguenza accettano la romanizzazione e de facto mantengono una sorta di autonomia che li rende ben disposti alla dominazione romana». Quindi «i romani lasciarono sostanzialmente agli autoctoni il compito di gestire al meglio quello che noi chiamiamo Comum Oppidum, il primo centro urbano di Como».

E come si comportarono i romani nei confronti dei vinti? «Dobbiamo dedurre che dopo la sconfitta subita i Celti Comenses iniziarono a romanizzarsi e questa romanizzazione venne portata per prima dai commercianti e imprenditori che iniziarono a far apprezzare agli autoctoni la cultura greco-romana».

Info su studiotablinum.com.

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