Sulle tracce di Linati, scrittore europeo

Carlo Linati

Si intitola «Il Convegno» di Enzo Ferrieri 1920-1940 il simposio della Fondazione Mondadori in programma oggi alle 18 nella sala del Camino a Palazzo Gallarati Scotti in via Manzoni 30 a Milano. In occasione dei cento anni dalla nascita della storica rivista letteraria che ebbe tra i suoi fondatori lo scrittore comasco Carlo Linati, è in programma questo importante simposio che vedrà come relatrici Angela Annese, Sara Culeddu e Sara Sullam, e come moderatrice l’italianista Anna Modena.
Caratterizzata dall’apertura nei confronti degli autori europei (vi trovano spazio, tra gli altri, scritti dedicati a James Joyce, Thomas Mann e Marcel Proust), dallo sguardo precursore sulla letteratura italiana e da uno spirito antifascista, Il Convegno rifletteva la personalità eclettica del suo fondatore, il grande Enzo Ferrieri, che fu un giornalista, regista e sceneggiatore capace di raccogliere intorno a sé alcuni tra gli intellettuali più illustri dell’epoca tra cui il comasco Carlo Linati.
«La sparizione dell’editore colto in Italia ha lasciato progressivamente calare l’ombra su figure importanti come Linati – commenta Anna Modena, italianista dell’Università di Pavia e storica dell’editoria del Novecento – Linati non è un romanziere, è piuttosto un prosatore di viaggio. Nel volume della Fondazione Mondadori dedicato al “Convegno” che presentiamo oggi emerge il lato umano dello scrittore e il peso che ha avuto nella fondazione di una rivista come “Il convegno”. Linati veniva dalla “Voce” e il “Convegno” avrà come modello la “Voce” bianca di Giuseppe De Robertis; Linati conobbe in guerra Cesare Angelini, il famoso rettore del collegio Borromeo di Pavia e studioso del Manzoni. Linati ha nel “Convegno” la preziosa funzione di ponte di collegamento con un certo mondo letterario, quello di Angelini ma anche quello della scapigliatura di Carlo Dossi e del suo biografo, il comasco Gian Pietro Lucini».
«Il critico Dante Isella – aggiunge Modena – identificava Linati proprio come figura di tramite tra la scapigliatura e un emergente come Gadda. Anche Linati cercava sul dizionario certe parole rare, come aveva fatto il comasco Dossi. Ma in Linati prevalse sullo stile il contenuto, l’idea che ad esempio il racconto di un paesaggio, tema a lui sempre caro anche per ascendenza manzoniana, non fosse una mera visione ma avesse anche un significato psicologico personale».
Anna Modena ha curato con Gianfranca Lavezzi il volume di Scheiwiller Il bel Guido e altri ritratti che ospita eccezionali bozzetti linatiani dedicati a personaggi come Carlo Emilio Gadda, lo stesso Angelini, Guido Da Verona e il pittore e aforista canturino Ugo Bernasconi. Ha anche curato per Interlinea il romanzo linatiano Cupido tra gli alambicchi dedicato all’amore di Alessandro Volta per una cantante lirica.
La situazione dei manoscritti linatiani meriterebbe una mostra: parte delle lettere a Ferrieri e Angelini sono nel “Fondo manoscritti” dell’università pavese, altre carte comprese lettere di Joyce sono alla biblioteca di Como. Linati “pontiere” e anche viaggiatore. «Ricordo un celebre pezzo di Gadda – rammenta Anna Modena – che è stato trovato da Claudio Vela ed è stato pubblicato in rivista dove Linati porta Gadda a Venezia in auto: ecco, Linati è anche questo, lo scrittore moderno che viaggia e viene ingaggiato dal Touring per raccontare i paesaggi della regione dei laghi, è lo scrittore che si mette alla prova con la curiosità. Ma è anche molto di più: quello che con Ferrieri fonda il “Convegno” è uno scrittore sotto i riflettori, sarà chiamato al “Corriere della Sera” da Ugo Ojetti e proprio sul quotidiano milanese con le sue recensioni e i suoi testi diede prova di essere uno scrittore di respiro europeo, che seppe viaggiare, andare in Irlanda a conoscere i grandi autori teatrali che poi ha tradotto e fatto conoscere in Italia».
Uno scrittore, Linati, dai tanti volti e questo lo si coglie, spiega Anna Modena, anche percorrendo l’elenco dei suoi editori. «Ha avuto un primo periodo di tensione futurista, poi c’è la fase vociana, con una prosa molto curata nello stile, attenta alla bella pagina ma con un solido fondamento psicologico. E poi c’è il Linati giornalista, anche se di professione è avvocato. Vive di collaborazioni e ha il suo grande momento milanese proprio con il “Convegno” dell’amico Ferrieri, in quella Milano tutta racchiusa tra via Borgospesso e via Montenapoleone dove ora c’è il triangolo della moda. Non dimentichiamoci anche che il “Convegno” nasce come reazione letteraria a certa narrativa di consumo che vedeva la sua punta di diamante in Guido da Verona: Linati era la reazione a questo fenomeno, era la scrittura di cultura che cerca la bella prosa. Con il “Convegno” vollero fare una rivista lombarda ma anche grazie a Linati ne fecero una europea».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.