Summit armati e pistole vendute in Spagna. Non solo droga negli affari delle cosche

L’indagine è affidata ai carabinieri di Erba

Droga dalla Spagna per l’Italia, armi dall’Italia alla Spagna. Pistole soprattutto, quelle che si hanno a disposizione almeno, perché le altre servono al gruppo rimasto in Brianza. Le attività della ’ndrangheta in provincia di Como erano molteplici, come abbiamo visto nei giorni scorsi, e tra queste una parte del business era dedicata alla vendita di armi. Nell’ordinanza che giovedì della scorsa settimana ha scosso di nuovo il nostro territorio, riportando alla luce le trame della criminalità organizzata di stampo calabrese, ci sono diversi capi di imputazione dedicati anche alle “bocche da fuoco”. Che servivano – portate nella cintola dei pantaloni, oppure all’interno dei giubbotti – per difendersi nel caso che la situazione degenerasse, ma anche per essere vendute, alcune fino alla Spagna. Nelle intercettazioni ambientali della Dda è rimasta infatti la vendita di sei pistole («Quattro Glock, 2 Tanfoglio», spiega l’interlocutore), prima parte di un carico da 10 destinate a raggiungere Granada. «Ne abbiamo di più – prosegue il dialogo tra i due interlocutori – Queste sono nuove, le altre le abbiamo per noi adesso». Due arrestati, residenti nella nostra provincia, approfondiscono poi il discorso in separata sede: «È compatta, molto compatta»; «Quando spari con quelle grandi si muovono»; «Quella invece, tuh, tuh, tuh, prendi bene». Pistole che servono anche per dirimere questioni, come quando il gruppo attivo tra la nostra provincia e Monza non paga una partita di droga da oltre 100mila euro. Il venditore, molto arrabbiato, chiede un incontro. Il primo sarà in un bar di Milano, il secondo a Cesano Maderno. Si cerca di “tirare dentro” subito anche la famiglia Cristello, ma uno dei famigliari replica: «No, adesso no».
All’incontro tutti arrivano armati: «Di chi ci possiamo fidare qui in mezzo?». «Di nessuno». «Io mi son portato l’angioletto», che ovviamente è la pistola. C’è anche chi si offre di fare il lavoro: «Devi sparare a qualcuno? Gli sparo io alle gambe».
L’ordinanza non spiega poi l’epilogo della vicenda del debito di droga, ma sottolinea come le armi fossero comunque nelle disponibilità – anche in grande numero – del gruppo criminale che operava nel Comasco. C’è anche un episodio curioso e allo stesso tempo preoccupante: è quello che risale al 5 novembre 2018 a Como. Un’auto Mercedes Classe A, con a bordo un 34enne residente in città e un 35enne di Carate Brianza, rimane coinvolta in un incidente. Nascoste sulla vettura ci sono però due pistole «tutte e due cariche», e il timore è che l’arrivo dei carabinieri possa diventare un problema.
Uno dei due occupanti della Classe A quindi si allontana in fretta dal luogo dell’incidente, portando con sé due valigie e le pistole. I carabinieri erano tuttavia già in ascolto, e anche questo episodio è finito nella pagine dell’ordinanza.

Granada
Un panorama di Granada, in Spagna

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