Suor Giovannina diventerà beata il 20 settembre

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Spiritualità – Il 9 dicembre Papa Francesco autorizzò la Congregazione a promulgare il decreto riguardante il miracolo attribuito alla sua intercessione

La grande attesa è finita. E dalla Diocesi lariana si leva un sentito ringraziamento che ha il segno dell’umiltà: “Deo Gratias”. Ora c’è un giorno da segnare in agenda. Sabato 20 settembre, la Diocesi di Como avrà una nuova figura da venerare. Si svolgerà infatti, in quella data, il solenne rito di beatificazione di madre Giovannina Franchi, fondatrice della Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata, cui fanno capo numerose realtà ospedaliere e di assistenza socio-sanitaria

a Como, in Lombardia, nella vicina Svizzera (Canton Ticino) e anche nella lontana Argentina, a Buenos Aires.
Si concluderà così un percorso avviato quasi vent’anni fa. Sin dal 1950, le suore del Valduce avrebbero voluto arrivare alla beatificazione della loro fondatrice, ma solo negli anni ’90 ci furono progressi concreti. Era infatti il 27 settembre 1994, quando l’allora vescovo di Como, Alessandro Maggiolini, aprì l’inchiesta diocesana sulla futura beata.
Il 9 dicembre 2013, poi, è arrivata la svolta. Papa Francesco – ricevendo in udienza privata il Cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi – ha autorizzato la stessa Congregazione a promulgare il decreto riguardante un miracolo, attribuito all’intercessione della “Serva di Dio” Giovannina Franchi. Nei giorni scorsi, dalla Segreteria di Stato e dalla Congregazione delle Cause dei Santi, è giunta la conferma della data prescelta ovvero, come detto, il prossimo 20 settembre. Il rito si svolgerà a Como, in Cattedrale, durante una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dallo stesso cardinale Angelo Amato.
Incontenibile, c’era da prevederlo, la gioia delle seguaci di suor Giovannina. «Dopo aver appreso la notizia che il Papa ha concesso la celebrazione del rito di beatificazione della nostra fondatrice il 20 settembre 2014 – osserva suor Emanuela Bianchini, madre generale della Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata – dal nostro cuore si è elevato con grande gioia e commozione al Signore il nostro “Deo gratias!”. È un raggio di luce che ci permette di camminare in mezzo alle difficoltà avendo la strada illuminata dalla santità evangelica della nostra fondatrice e dall’affidamento totale al Signore. Ci auguriamo che protegga e benedica la sua Congregazione, il servizio che per amore dei sofferenti cerchiamo di svolgere camminando sulle orme insegnateci, tutte le persone che con amore lavorano presso le nostre strutture e che abbia un’attenzione per la Chiesa tutta ma, in modo particolare, per la Chiesa comense e per tutte le necessità del mondo».
Un modello da imitare, suor Franchi, nelle parole della madre generale: «Grande e meravigliosa è stata la sua vita – ha detto ieri – Non ha cercato il suo interesse o il tornaconto personale, anzi ha messo a disposizione tutto ciò che possedeva, persino tutta la sua vita fino a morire di vaiolo nero contagiata servendo questi ammalati».
«Si tratta di esempi luminosi che s’inseriscono nel solco di una lunga tradizione di santi e beati che rendono la nostra Diocesi spiritualmente ricchissima – ha commentato ieri il vescovo di Como, Diego Coletti, riferendosi alla recente beatificazione del religioso comasco Nicolò Rusca e all’arrivo, nel novero dei santi, del già beato comasco Luigi Guanella – Sono risorse, però, che non dobbiamo limitarci ad ammirare, considerandole inarrivabili. Sono testimonianze che devono attecchire nel nostro cuore. Sono “talenti che vanno trafficati” per il bene dei nostri fratelli. Sono doni per i quali ringraziare. Diremo il nostro “grazie” al Papa in occasione del pellegrinaggio a Roma dall’1 al 4 giugno prossimi, per la canonizzazione di san Luigi Guanella e la beatificazione dell’arciprete Nicolò Rusca e in preparazione alla beatificazione di madre Giovannina Franchi. È un momento al quale mi auguro possa esserci una partecipazione ampia della nostra Chiesa diocesana».

L.M.

Nella foto:
Il ritratto ufficiale della fondatrice della Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata

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