Superbonus per sbloccare l’edilizia, strategico l’asse banche-imprese

Edilizia artitgianato

Il potenziamento al 110% del bonus per l’edilizia può generare una scossa positiva all’economia. Ma occorre fare sistema tra i vari attori economici in campo: la partita è decisiva per uscire dal tunnel della crisi.
Ad esempio Cna apprezza che nel Decreto Rilancio sia stata introdotta la possibilità di trasformare le detrazioni in crediti fiscali cedibili anche alle banche e intermediari finanziari. Anzi, auspica che il contributo venga esteso anche alle seconde case e agli immobili strumentali. Ma è critica sulla conferma dello sconto in fattura che, si legge in una nota, «trasferisce, in modo assolutamente ingiustificato, alle imprese l’onere di anticipare il contributo statale riconosciuto al committente. Si tratta di una discriminazione e penalizzazione nei confronti delle imprese più piccole». «La possibilità di cessione del credito a intermediari finanziari compensa solo in parte l’evidente svantaggio competitivo e limitatamente alle detrazioni al 110%», sostiene Cna, che chiede l’abrogazione dello sconto in fattura «almeno per gli interventi con incentivi fiscali nel limite del 50% e del 65%, che rappresentano circa i due terzi del mercato della ristrutturazione edilizia, o in alternativa elevi del 10% le detrazioni che non rientrano nel superbonus al 110% per consentire alle imprese di recuperare in parte i costi per la cessione del credito».
Centrale sarà, per rendere efficiente il Superbonus ecologico, il ruolo del sistema bancario.
La valutazione del presidente della Bcc Brianza e Laghi, Giovanni Pontiggia, è a tal proposito netta: «È molto apprezzabile che associazioni di impresa come Cna e la stessa associazione degli Edili, l’Ance, ci abbiano coinvolti come Bcc insieme alle altre realtà del nostro gruppo bancario proprio per trovare strategie comuni allo scopo di permettere al territorio di giocare al meglio la carta del superbonus. Che è una ottima occasione di ripresa per settori che in questo momento sono in difficoltà. Ma occorre puntualizzare un aspetto: meglio non precorrere i tempi. Occorre invece partire con le idee chiare su quello che occorre fare e quindi costruire modalità operative che non riservino sorprese in corso d’opera. In altre parole, solo dopo la conversione ufficiale del decreto avremo tracciata la strada in modo univoco, ossia conosceremo i limiti entro i quali potremo operare. Servono procedure snelle, perché siamo di fronte a uno strumento che chiama in scena più attori e viene spalmato su più anni. Partire bene quindi ritengo sia assolutamente fondamentale».
Banche, imprese e singoli cittadini sono i soggetti interessati da questa voce strategica del Decreto Rilancio. «Devono avere la certezza assoluta sui passi da compiere. Torno a sottolineare – dice il presidente Pontiggia – il rapporto costruttivo che come Bcc insieme con le altre società del nostro gruppo bancario abbiamo già in atto con le categorie, in particolare con Cna e con Ance, porterà a condividere e affinare le procedure necessarie a giocare bene questa partita fondamentale. In questa fase delicata non mi stanchero mai di ripetere che le coalizioni territoriali sono assolutamente necessarie. E proprio per questo motivo mi aspetterei che un soggetto forte come la Camera di Commercio, come da me già auspicato mesi fa, possa offrire al territorio uno sportello di consulenza e informazione aperto sia a imprese che a cittadini. Altri enti camerali italiani lo hanno messo in atto e su un tema forte come il risparmio energetico e l’efficientamento del nostro patrimonio edilizio, cardini del Decreto Rilancio per quanto riguarda l’orizzonte della cosiddetta new economy, lo ritengo determinante. Le imprese su questo fronte mettono a disposizione le loro capacità tecniche, noi come banche le nostre capacità di sostegno economico. Per raggiungere l’obiettivo la coalizione è necessaria, un modo concreto di partecipare come soggetti pienamente attivi al rilancio dell’economia locale e nazionale. Como e il suo territorio su questo settore possono avere un ruolo propositivo e pilota e dare un esempio virtuoso. A patto che si dialoghi tutti insieme – conclude Pontiggia – perché è tramontato definitivamente il tempo del “tutti contro tutti”. Anzi, tutti devono poter dare il loro contributo per il rilancio economico».
Un rilancio che per quanto concerne il Superbonus non può prescindere da regole chiare e condivise, come sottolinea Pasquale Diodato, presidente del gruppo edilizia della Cna di Como: «Il bonus per il miglioramento energetico interessa moltissimo ma non c’è affatto chiarezza e per questo la gran parte dei lavori sono tuttora fermi. Attendiamo la fine del mese per avere risposte a livello nazionale su questo tema. Le oltre duemila aziende che operano nel settore dell’edilizia nella nostra provincia ne hanno bisogno, anche perché si tratta di interventi da programmare con la bella stagione».

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