Cronaca

Superlavoro in dogana per le forze dell’ordine italiane e svizzere

I dati dei primi quattro mesi del 2012
Superlavoro alla frontiera tra Italia e Svizzera. Da una parte e dall’altra.
Ieri sono state diffuse statistiche da record per il Corpo delle guardie di confine elvetiche attive nella cosiddetta “Regione IV” (quella cioè al confine con il nostro Paese). Nei primi quattro mesi dell’anno sono stati scoperti 2.400 soggiorni illegali (erano 1.100 nel 2011), sono state bloccate in frontiera 1.205 persone (erano 500 nello stesso periodo del 2011), sono stati multate 1.334 persone sorprese a importare merce non dichiarata (il doppio rispetto al 2011, quando i verbali erano stati 791). Infine, sono stati sequestrati 168 documenti falsi e arrestate 118 persone per traffico di stupefacenti. Un bilancio che il comandante della Regione IV delle guardie di confine, Mauro Antonini, ha definito «straordinario».
Sul lato opposto della frontiera non ci sono dati ufficiali, ma sulle procedure di riammissione previste dagli accordi di Schengen, ad esempio, l’attività è molto serrata.
Com’è noto, Italia e Svizzera si restituiscono a vicenda gli ospiti indesiderati: clandestini, stranieri extraUe privi di permesso di soggiorno, richiedenti asilo provenienti dai teatri di guerra.
Se si riesce a dimostrare, con una buona dose di certezza, la provenienza dall’altro lato della frontiera, scatta la procedura di riammissione. Che in termini concreti significa un deciso risparmio.
L’espulsione dal territorio di Schengen, infatti, è a carico del Paese “ricevente”, così come ogni altro onere. Dall’inizio dell’anno sono oltre una quarantina gli stranieri che sono stati rimandati al mittente alla sola frontiera di Ponte Chiasso: 23 dall’Italia al Ticino, 16 dalla Svizzera al Comasco. Secondo Damiano Risi, dirigente di Ps a capo della polizia di frontiera di Ponte Chiasso, «la collaborazione tra Italia e Svizzera non è in discussione. Le procedure di riammissione non sono quasi mai contestate e avvengono nella piena collaborazione reciproca. Il punto, semmai, è un altro – dice ancora Risi – Ovvero sapere quanti siano i passaggi di clandestini alla frontiera. Molti arrivano e non ne abbiamo alcuna traccia». Il dirigente della polizia italiana ammette implicitamente quanto sia difficile bloccare del tutto il transito da una parte all’altra del confine. Soprattutto in presenza di un flusso di persone che resta ampio.
Anche per questo, la procedura di riammissione riveste una sua importanza in termini di collaborazione tra polizie dei diversi Stati e per vagliare, in concreto, gli strumenti di lotta all’immigrazione clandestina oggi disponibili (database, scambio di informazione e altro).

Nella foto:
Alla dogana tra Italia e Svizzera è superlavoro per le forze dell’ordine (foto Mv)
24 maggio 2012

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