Superstrada, scatta la protesta dei pendolari

La polemica – L’assessore: «Scelta obbligata, non abbiamo i soldi per sistemare l’asfalto»
Spuntano nuovi limiti a 70 km orari sulla Milano-Meda: «È assurdo»
Accelerare in rettilineo, rallentare in curva. Non serve essere piloti di lungo corso, per sapere che la regoletta appena enunciata sta alla base di una guida corretta e prudente.
Eppure al confine tra Como e Milano c’è una strada, una superstrada, dove – stando a una cartellonistica che definire “bizzarra” sarebbe riduttivo – gli automobilisti devono fare l’esatto opposto.
A seguire scrupolosamente i nuovi limiti imposti sulla Milano-Meda, superstrada che ogni mattina migliaia di
pendolari comaschi percorrono per andare a lavorare nel capoluogo lombardo, bisogna rallentare in rettifilo e “sgasare” in curva: nei tratti diritti a due corsie il limite massimo è fissato a 70 all’ora, mentre nella parte più tortuosa – un toboga di curve e controcurve in galleria – gli automobilisti posso accelerare e spingere l’auto ai 90 orari. Davvero strano. Se ne sono accorti anche i pendolari comaschi, uno dei quali nei giorni scorsi ha scritto al nostro quotidiano per segnalare l’anomalia.
«Per anni – scrive il lettore – sulla superstrada Milano-Meda il limite di velocità era di 110 all’ora nei tratti rettilinei, con riduzione a 90 nei punti pericolosi; da luglio di quest’anno i limiti sono stati modificati in maniera demenziale, infatti i tratti pericolosi sono stati lasciati a 90 all’ora mentre i tratti rettilinei sono stati ridotti a 70 chilometri orari».
Imboccando la Milano-Meda da Como, nel tratto vicino a Lentate sul Seveso si vede un cartello che indica un limite di ottanta orari. Iniziano le prime gallerie, la strada s’avvita in una serie di lunghi curvoni ma la velocità massima consentita resta sugli ottanta.
Barlassina, 80 orari. Meda, 90 orari: il cartello consente all’automobilista di pigiare un po’ sull’acceleratore, nonostante le curve. Ma da Bovisio Masciago in poi, con la strada che diventa un lungo rettilineo a due corsie, il limite si abbassa inspiegabilmente a 70 chilometri orari, nonostante in passato fosse di 110 all’ora.
Solo allo svincolo per la Tangenziale Nord, i cartelli indicano una leggera accelerazione fino ai 90.
Insomma, sulla Milano-Meda non solo non si possono più passare i 100 all’ora, ma in curva si può andare più forte di quanto si possa fare in rettilineo. «Settanta all’ora nei rettilinei è un limite davvero basso – commentano i fratelli Michele e Giuseppe D’Apolito, del distributore Q8 di Cormano – anche se, di mattina, poter raggiungere i 70 orari per gli automobilisti sarebbe un sogno: in direzione Milano la superstrada è in coda ogni giorno dalle 7 alle 10. E chi ripaga i pendolari di tutto questo tempo perso?».
«Percorro questa strada quotidianamente, anche più di una volta al giorno – aggiunge Roberto Caimi, di Ceriano Laghetto (Milano) – Abbassare il limite a settanta chilometri orari mi pare davvero esagerato. Non sono affatto d’accordo».
Anche un altro habitué della Milano-Meda, Alessio Esposito, di Cinisello Balsamo (Milano), è contrariato dalla novità. «D’accordo che è trafficata, ma è pur sempre una superstrada a due corsie: settanta chilometri orari sono un limite eccessivamente basso». «La penso anch’io così – aggiunge Edoardo Piranto di Bovisio Masciago (Milano) – non dimentichiamo poi che questa strada è spesso in coda, la mattina verso Milano e la sera verso Como».
Eppure, la spiegazione di un limite apparentemente insensato c’è: la Provincia di Milano, che gestisce la superstrada, non ha i soldi per rifare l’asfalto rovinato. E così, in attesa dei lavori, abbassa i limiti. «La decisione è stata presa dal direttore generale di area del mio assessorato – spiega Giovanni De Nicola, assessore a Infrastrutture e Viabilità della Provincia di Milano – io, ovviamente, ero consenziente. L’abbassamento dei limiti è stato applicato nei tratti in cui il manto stradale è particolarmente rovinato. Specialmente nelle corsie di sorpasso e per i motociclisti il rischio era concreto, perciò abbiamo ritoccato i limiti in attesa di avere i soldi per riasfaltare le corsie ammalorate». Non sarà un’attesa breve: i lavori di asfaltatura potrebbero partire nella prossima primavera.
«Il patto di stabilità ci inchioda anche per le spese di manutenzione – continua l’assessore – i fondi verranno reperiti a fine anno, quando però la temperatura sarà troppo rigida per intervenire. Le ruspe inizieranno in primavera, e se il clima dovesse permetterlo anche prima».
I pendolari comaschi, quindi, dovranno marciare ai 70 all’ora in rettilineo ancora per quasi un anno. De Nicola promette – entro la fine del mandato – una soluzione definitiva al traffico sulla Milano-Meda: «Voglio realizzare la terza corsia». Nell’attesa, si viaggerà a rilento.
Andrea Bambace

Nella foto:
I cartelli che indicano i nuovi limiti di velocità sulla Milano-Meda, superstrada percorsa ogni giorno da numerosi pendolari lariani (foto Mv)

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