Supertassa, il contrabbando cambia direzione

Sigarette più care in Svizzera

(g.a.) Se un tempo il Canton Ticino era meta degli spalloni che acquistavano sigarette e cioccolato da rivendere in Italia, da quest’estate sono i cittadini svizzeri a passare il confine per comprare le “bionde”.
Il governo di Berna, anche per disincentivare il fumo, intende varare un provvedimento che prevede l’aumento dell’imposta sul tabacco fino a 2,80 franchi. Il rincaro dei prezzi avverrebbe per fasi (da aprile l’aumento è stato di 10 centesimi).
Nei prossimi mesi, il prezzo

delle sigarette potrebbe toccare quota 11 franchi al pacchetto, circa 9 euro (attualmente, un pacchetto di bionde costa 8,20 franchi, poco più di 6,70 euro).
Per questa ragione, le tabaccherie a ridosso della frontiera – Ponte Chiasso e Maslianico in particolare – vengono adesso prese d’assalto dai fumatori elvetici, attratti da un sicuro affare. In Italia, infatti, il prezzo delle sigarette varia a seconda della marca, ma non supera mai i 5 euro.
Si ribalta la storica prospettiva del contrabbando tra Italia e Svizzera. Ma le autorità elvetiche non fanno marcia indietro. L’obiettivo del governo di Berna è risanare le casse con maggiori tasse ma soprattutto promuovere la salute e dissuadere i giovanissimi dal vizio del fumo. I comaschi guardano e sorridono. Il presidente provinciale dei tabaccai, Giovanni Casartelli, titolare di un esercizio pubblico a Montorfano, spiega che «con questa manovra del governo federale indubbiamente molti svizzeri valicherebbero la dogana per acquistare le sigarette e il tabacco in Italia». Aumenteranno quindi le vendite nel nostro Paese, ma anche i controlli dei doganieri elvetici per scongiurare una nuova stagione di commercio illegale di “bionde”.

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