Svaligiata nella notte l’abitazione del segretario della Cisl

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La minaccia dei ladri
Gerardo Larghi: «Eravamo in sei in casa, ma non ci siamo accorti di nulla»

Sei persone in casa, tranquillamente addormentate nelle loro camere, non hanno fermato i ladri, che sono entrati in un appartamento di via Landriani, ad Albate, e hanno rovistato nelle stanze per poi fuggire con soldi, telefonini e iPad. «Non ci siamo accorti di nulla, solo al risveglio ci siamo resi conto di quanto accaduto», racconta il padrone di casa.
L’ennesima vittima delle bande di topi d’appartamento è Gerardo Larghi, segretario generale aggiunto della Cisl dei Laghi. La sua abitazione

è stata svaligiata nella notte tra martedì e mercoledì da ladri esperti e senza scrupoli, che avevano probabilmente già colpito nella zona. La notte precedente, con modalità analoghe, i malviventi erano entrati in azione a poca distanza, in via Ninguarda.
Al momento dell’incursione nell’abitazione, il sindacalista era in casa con la moglie, i tre figli e un amico. «L’ultimo a rientrare a casa è stato uno dei miei figli, attorno all’una di notte – racconta Larghi – La situazione era tranquilla e non ha notato nulla di particolare. Attorno alle 6.30, al risveglio, ci siamo resi conto dell’accaduto. Per entrare, i ladri hanno fatto un buco in una finestra, penso con un trapano, e poi hanno aperto la maniglia».
Nessuno dei presenti ha accusato sintomi particolari o un malessere che possa far pensare che i malviventi abbiano spruzzato nell’aria sostanze soporifere. «Credo semplicemente che i ladri fossero esperti – dice Larghi – e che siano stati capaci di muoversi e rovistare nell’abitazione senza far rumore. Sono entrati nella mia stanza, mentre non sono saliti in quella dei figli perché c’è una scala di legno che probabilmente avrebbe fatto rumore. Penso che abbiano anche agito a piedi nudi, perché non abbiamo trovato alcuna impronta di scarpe».
I malviventi sono fuggiti con alcune centinaia di euro in contanti, telefonini e iPad. «Hanno rovistato negli armadi e trovato alcuni portagioie – spiega il padrone di casa – ma hanno lasciato tutto per terra quando si sono accorti che erano oggetti di bigiotteria. Scappando hanno anche buttato in giardino documenti, carte e altri oggetti che avevano preso in casa e che non avevano valore».
Ieri mattina, Gerardo Larghi e i familiari hanno allertato i carabinieri, poi intervenuti in via Landriani per un sopralluogo. Secondo i primi accertamenti, la banda sarebbe stata composta da 2 o 3 individui e quasi certamente un complice ha atteso fuori in auto. È probabile che si tratti degli stessi malviventi che, nell’ultimo periodo, hanno messo a segno numerosi colpi nella zona ma anche nei Comuni della cintura di Como, a Lipomo in particolare, agendo sempre con modalità analoghe.
Nella giornata di ieri, rimettendo in ordine e facendo un inventario degli oggetti rubati, il sindacalista e la moglie si sono accorti della mancanza del manico di una scopa.
«Ci siamo fatti l’idea che uno dei ladri l’abbia impugnato prima di entrare in camera – dice Larghi – Probabilmente, se ci fossimo svegliati ci saremmo beccati una botta in testa. Alla luce dei fatti, è andata bene così. Certo pensare che qualcuno entri in casa tua mentre stai dormendo resta inquietante. Purtroppo nell’ultimo periodo nella zona i furti messi a segno sono stati davvero tanti».
Le indagini sul furto sono affidate ai carabinieri della stazione di Albate. Le forze dell’ordine, nell’ultimo periodo, hanno rafforzato le presenze e gli interventi proprio per contrastare i colpi negli appartamenti e nei negozi, reati che minano il senso di sicurezza dei cittadini.

Anna Campaniello

Nella foto:
Porte e finestre scassinate, forate e poi aperte: i ladri penetrano così nei negozi e nelle case

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