Svelata la nuova Ticosa con autosilo, parco verde, gli uffici del Comune e cultura

rendering nuova ticosa

Ampi dettagli erano stati anticipati sabato scorso, nell’auditorium del Corriere di Como ed Espansione Tv, durante l’incontro di COstruiaMO, ma Palazzo Cernezzi, per la presentazione ufficiale, con tanto di slide e rendering, di quello che diventerà l’ex Ticosa, ha voluto attendere ieri sera, nel corso dell’assemblea annuale dell’Ance, l’associazione dei costruttori edili di Como.

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È stato l’assessore all’Urbanistica, Marco Butti, con il dirigente del settore Giuseppe Ruffo, a mostrare per la prima volta i 500 parcheggi in autosilo, i giardini e la nuova viabilità di tutto l’asse di via Grandi.
«Si tratta di un mix funzionale – ha spiegato Butti – che prevede destinazioni culturali, direzionali e commerciali, con un grande parcheggio, ma esclude l’inserimento di grande distribuzione e residenze». «Pensiamo a un nuovo quartiere – ha aggiunto l’assessore all’Urbanistica – che possa unire la Spina Verde con il resto della città, in particolare la via Milano Alta». Un’idea, ha precisato più volte Butti, che non nasce dal caso, ma da «mesi di consultazioni, anche con i privati, e di ascolto».
Mentre, da adesso, si dovrebbe aprire la delicatissima «fase di confronto con la città per ricevere manifestazioni di interesse e arrivare a una proposta condivisa».

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Un “puzzle” da comporre, la nuova Ticosa, ma con settori già ben definiti, a iniziare da un grande parcheggio, da almeno 500 posti, un autosilo che arrivi alla quota di via Regina, davanti al Cimitero Monumentale. Poi, un asse culturale, con culmine nella Santarella. «Cultura e creatività devono pulsare in quest’area – ha spiegato Butti – Credo sia suggestiva l’idea del trasferimento qui del Museo della Seta, anche se una parte della Santarella dovrà essere un hub culturale, con l’Università dell’Insubria sicura protagonista».

Ci sarà anche tanto verde. «Ma l’ex Ticosa non diventerà un parco urbano, per questa destinazione è già prevista l’area del San Martino».
Poi, un centro direzionale, ovvero uffici, a iniziare dal Comune, un progetto che proprio il sindaco Mario Landriscina aveva svelato in anteprima.
Al posto di Palazzo Cernezzi, nel cuore del centro storico di Como, potrebbero sorgere negozi e un albergo.
«Nell’ex Ticosa potranno essere realizzati spazi per i servizi e aree commerciali di vicinato – ha concluso Butti – ma niente Gdo (la grande distribuzione, ndr) e zero edifici residenziali».
Sull’ex tinto-stamperia quale area strategica per la Como del futuro è intervenuto anche il presidente di Ance Como Francesco Molteni.
«In questo percorso sono due le parole chiave che devono trovare una risposta: la prima è visione e la seconda è sostenibilità – ha detto Molteni – Visione perché si parte dall’oggi ma bisogna avere la capacità di guardare al futuro, al domani della nostra città, e sostenibilità, declinata in diversi aspetti, intesa come capacità della Ticosa di relazionarsi e inserirsi nello spazio urbano. Credo sia giusto iniziare il percorso da necessità che qui devono trovare risposta». Molteni, nel corso dell’assemblea, ha inoltre evidenziato i segnali positivi che vengono dal settore dell’edilizia, che dopo dieci lunghi anni con il segno meno può tornare a “respirare”, registrando una crescita del 4% negli ultimi sei mesi. L’occupazione è invece stabile e stenta ancora a crescere.
Paolo Annoni

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