Sviluppo Como è il primo nodo da sciogliere per Taborelli

altDopo le dimissioni di De Santis la società è retta dal vicepresidente Pontiggia
(m.d.) Sarà Sviluppo Como una delle prime gatte da pelare per il nuovo presidente della Camera di Commercio di Como, l’industriale tessile Ambrogio Taborelli eletto martedì scorso alla guida dell’ente di via Parini, al termine del decennale mandato di Paolo De Santis.
Quest’ultimo, infatti, coerentemente con quanto aveva più volte sostenuto, è cioè che in concomitanza con la fine del suo incarico ai vertici della Camera di Commercio avrebbe lasciato tutti gli incarichi legati all’ente di via Parini, si è dimesso dal ruolo di presidente di Sviluppo Como.

Una società per azioni, con sede a Villa del Grumello, partecipata al 50% dalla stessa Camera di Commercio e che tra i soci annovera un nutrito blocco di istituti di credito, da Banca Intesa al Credito Valtellinese alle tre Banche di credito cooperativo presenti sul territorio lariano (le Bcc di Cantù, dell’Alta Brianza e di Lezzeno), che insieme detengono il 45% del capitale. Il resto della compagine societaria è distribuito fra diverse associazioni di categoria.

Sviluppo Como è la cassaforte da cui dipendono una serie di iniziative lanciate durante l’era di De Santis con l’obiettivo di favorire investimenti pubblici e privati in settori tecnologicamente avanzati. Da Sviluppo Como dipendono, per esempio, il Parco scientifico tecnologico di ComoNext a Lomazzo e il Centro sviluppo realtà virtuale (Crsv). Il primo chiuderà i conti in rosso anche quest’anno per il terzo esercizio consecutivo in perdita; il secondo si è rivelato un grande flop. Taborelli dovrà per forza mettere mano agli assetti della galassia di Sviluppo Como, società ora guidata dal vicepresidente Giovanni Pontiggia (che è anche il numero uno della Bcc dell’Alta Brianza oltre che uno dei 28 consiglieri camerali), anche perché la Camera di Commercio deve ora fare i conti con una drastica diminuzione delle risorse disponibili a seguito del taglio dei diritti camerali deciso dal governo Renzi.
E per Taborelli sarà inevitabile confrontarsi con il mondo del credito – per ora messo un po’ in disparte negli equilibri di via Parini che hanno portato alla sua elezione – visto che le banche detengono quasi metà del capitale di Sviluppo Como. Difficile pensare che il nuovo presidente della Camera di Commercio possa decidere liberamente senza tenere conto del loro peso.

Nella foto:
Il Parco scientifico tecnologico ComoNext è un incubatore di imprese innovative realizzato da Sviluppo Como a Lomazzo. Chiuderà i conti in rosso per il terzo anno consecutivo

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