Svizzera eliminata, la delusione davanti ai maxischermi
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Svizzera eliminata, la delusione davanti ai maxischermi

Tifosi svizzeri a Mendrisio
Tifosi svizzeri a Mendrisio
Tifosi svizzeri a Mendrisio
Tifosi svizzeri a Mendrisio
Tifosi svizzeri a Mendrisio
Tifosi svizzeri a Mendrisio

Un sogno sfumato. Il killer – in senso sportivo – è lo stesso che ha spezzato le illusioni degli italiani. Il cammino della Svizzera ai Mondiali in Russia si è fermato negli ottavi di finale. Pure per i rossocrociati è stata fatale la solida Svezia, formazione all’epoca fin troppo sottovalutata, e che anche ora, una volta in più, sta mostrando la forza che l’aveva spinta a eliminare gli azzurri negli spareggi di qualificazione alla rassegna iridata.
Oltreconfine oggi le aspettative erano altissime. Il buon cammino degli elvetici aveva illuso i tifosi rossocrociati, compresi quelli ticinesi, che nei più importanti centri si sono ritrovati davanti ai maxischermi per urlare «hop Suisse» e per sostenere la loro squadra.
Entusiasmo che è stato di fatto bloccato da una prestazione scialba della formazione allenata da Vladimir Petkovic, assistito dal vice, il comasco Antonio Manicone.
Una giornata-no che ha avuto il suo apice negativo a metà del secondo tempo, quando la Svezia è riuscita a concretizzare la sua supremazia con Emil Forsberg, che ha segnato l’1-0 decisivo; nei minuti finali la Svizzera non è poi riuscita nell’assalto alla porta scandinava. Anzi, sono stati proprio i gialloblù a concludere all’attacco e a rischiare di realizzare la seconda marcatura negli istanti conclusivi.
E così l’entusiasmo che aveva portato tanti ad andare in piazza a seguire i rossocrociati si è trasformato in delusione sui volti di chi ha cullato un sogno, ma poi è stato bruscamente riportato alla realtà. E sui social, quegli stessi giocatori originari di altri Paesi, che negli scorsi giorni erano stato lodati ed elogiati, hanno già cominciato a ricevere qualche attacco da tifosi delusi.
Da Mendrisio a Lugano, da Locarno a Bellinzona, quelli che potevano essere cortei di festeggiamento – comunque moderati, come da indicazioni della Polizia cantonale – si sono trasformati in mesti rientri nelle proprie case.
Da questa parte del confine animi divisi. Non sono mancati gli italiani che per vicinanza avevano sostenuto gli elvetici e speravano in un loro passo in avanti. Il motivo? Non vedere ai quarti la non amatissima Svezia, rea di aver eliminato la squadra di Giampiero Ventura, ma anche protagonista di un indimenticabile “biscotto” con la Danimarca agli Europei del 2004 proprio a danno degli azzurri.
Chi invece ha mal sopportato gli sfottò dei vicini ha in fondo tirato un sospiro di sollievo nel pensare che ora il mal comune sia mezzo gaudio per entrambe le squadre.
Difficile pensare che qualcuno adesso possa simpatizzare per la Svezia, ma è certamente grande la curiosità per vedere come proseguirà il cammino degli scandinavi, che hanno dimostrato di essere una compagine in grado di competere con qualunque avversario.
Massimo Moscardi

3 luglio 2018

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