Svizzera, il Consiglio Federale ordina un nuovo lockdown

Bandiera Svizzera

(ka.t.c.) Stretta anti Covid in Svizzera. Ieri il Consiglio Federale ha deciso un inasprimento delle misure di contenimento della pandemia in seguito all’aumento del numero delle infezioni e alla circolazione delle nuove varianti del virus. Il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, ha fatto appello all’unità della Svizzera visto il momento cruciale che il Paese sta attraversando.
I provvedimenti – che resteranno in vigore almeno sino alla fine di febbraio – riguardano la chiusura di mercati e negozi che non vendono beni di prima necessità, di ristoranti e di strutture per la cultura, il tempo libero e lo sport. Viene perciò revocata la regola che prevedeva la chiusura alle 19 e la domenica dei negozi, compresi quelli delle stazioni di servizio e i chioschi. Resta comunque consentito, come in Italia, l’asporto sul posto della merce ordinata.
Restano aperte le stazioni sciistiche, ma “ogni Cantone è libero di prendere provvedimenti più severi e chiudere, se lo ritiene opportuno, i comprensori sciistici”. Nessuna nuova disposizione ha riguardato le frontiere.
Inoltre, a partire dal 18 gennaio, sarà obbligatorio il telelavoro, sarà rafforzata la protezione delle persone particolarmente a rischio sul posto di lavoro e verranno posti forti limiti alle manifestazioni private. L’obbligo di chiusura non riguarderà i negozi di generi alimentari e che vendono beni di prima necessità. Aperte sempre le farmacie, i negozi di apparecchi medicali, le drogherie e i punti vendita di operatori di servizi di telecomunicazione. Aperti anche i negozi di riparazione e di manutenzione, quali lavanderie, sartorie, calzolai, servizi di duplicazione chiavi. Le autofficine e i negozi di biciclette possono aprire ma solo per i servizi di riparazione. Aperti i negozi di hobbistica e di giardinaggio, i ferramenta, i negozi di fiori e le stazioni di servizio. I parrucchieri saranno aperti fino alle 19 e dovranno chiudere la domenica. Uffici postali, banche, agenzie di viaggio devono rimanere chiusi tra le ore 19 e le 6 e la domenica.
Per quanto riguarda l’obbligo di lavorare da casa, il Consiglio federale ha stabilito che i datori di lavoro debbano disporre il telelavoro “nei casi in cui, per la natura dell’attività, ciò è possibile e attuabile senza un onere sproporzionato. Vista la durata limitata del provvedimento, non devono versare ai lavoratori alcuna indennità per spese, per esempio per l’elettricità o l’affitto”.
Per tutti gli altri, valgono le disposizioni di tutela e protezione previsti per i luoghi chiusi, introdotto l’obbligo di indossare la mascherina se sono presenti più persone. Una maggiore distanza tra le postazioni di lavoro nello stesso locale non sarà più sufficiente. E se la mascherina costituisce un problema di natura medica sarà obbligatorio provarlo attraverso l’attestato di un medico o di uno psicoterapeuta.
Le scuole
Il Consiglio federale ha deciso di non chiudere le scuole, lasciando ai cantoni la competenza in merito. I consiglieri si augurano che misure più severe di contenimento dell’infezione possano evitare di passare all’insegnamento a distanza. Il consigliere federale Alain Berset ha commentato: «La speranza è che non si arrivi alla chiusura delle scuole, perché si tratta di una situazione problematica per gli allievi: l’obiettivo è di fare meno danni possibile».
Misure economiche
Oltre che sulle misure di contenimento del Covid, il Consiglio Federale svizzero si è espresso sugli aiuti economici. Oltrefrontiera si è deciso di allentare le condizioni che un’impresa deve soddisfare per percepire tali sostegni.
Le imprese che a partire dal 1° novembre 2020 hanno dovuto chiudere la loro attività per almeno 40 giorni su ordine delle autorità, sono da considerarsi casi “di rigore”, cioè non devono fornire prove di un calo della cifra d’affari. Un calo che viene esteso anche al 2021. Il limite massimo per i contributi a fondo perduto viene aumentato al 20 per cento della cifra d’affari o a 750mila franchi per impresa.

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