Canton Ticino, lo scontro politico è sempre sui frontalieri

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(a.cam.) «Stop alle licenze edilizie per le aziende che non garantiscono un tetto massimo di frontalieri tra gli assunti». Nuovo attacco della Lega dei Ticinesi contro gli italiani che varcano quotidianamente il confine per lavorare. La richiesta arriva dal municipale di Mendrisio Massimiliano Robbiani, pronto a chiedere una risoluzione urgente all’esecutivo della cittadina elvetica. A Mendrisio, stando agli ultimi dati sull’occupazione, il numero di lavoratori frontalieri ha superato quello

degli svizzeri. Una situazione «inaccettabile», secondo Robbiani, che ieri ha annunciato di essere pronto a chiedere interventi drastici urgenti.
«Come municipale leghista di Mendrisio – ha scritto Massimiliano Robbiani in un comunicato stampa – non posso starmene a guardare dopo aver visto i dati sconfortanti che riguardano la percentuale della forza lavoro di frontalieri attivi nella nostra città. La cifra del 53% di personale frontaliero attiva a Mendrisio è inaccettabile e preoccupante». La risoluzione urgente che Robbiani è pronto a presentare all’esecutivo prevede che l’amministrazione di Mendrisio «imponga il blocco delle licenze edilizie a ditte che non garantiscono un limite massimo di personale frontaliero pari a un terzo del totale».
A proposito di frontalieri e Lega dei Ticinesi, intanto, il Consiglio Nazionale ha accolto un postulato presentato nel 2012 dal deputato Lorenzo Quadri che proponeva, per i frontalieri, «tasse in base alle aliquote fiscali italiane e non con i criteri fiscali svizzeri». Il Consiglio Federale dovrà ora valutare gli effetti di un’eventuale modifica dei parametri di tassazione. La modifica, qualora diventasse operativa, cancellerebbe i ristorni del Ticino ai comuni della zona di frontiera. Il Consiglio Federale aveva espresso un parere negativo.

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