Svizzera: l’occupazione cresce grazie al terziario. Solo in Ticino più addetti nelle industrie e nelle costruzioni

Frontalieri alla dogana di Ponte Chiasso

Occupazione in crescita in Svizzera nel secondo trimestre di quest’anno, con un aumento dello 0,6% rispetto al medesimo periodo del 2020. La ripresa ha riguardato soprattutto il terziario (+1,1%, pari a 44mila posti di lavoro in più), mentre il secondario (industria e costruzioni) ha perso 13mila posti (-1,2%). L’aumento complessivo, a livello nazionale, risulta quindi pari a 31mila occupati in più.
Terziario in crescita anche in Ticino (+1%). Il Cantone di lingua italiana spicca soprattutto per essere l’unico a registrare, nell’intera Confederazione, un incremento nel numero di occupati nel settore secondario (+0,2%). In tutte le altre regioni, infatti, sono calati i posti di lavoro nelle industrie e nelle costruzioni. La flessione più consistente nell’Espace Mittelland (-2,1%), che comprende i Cantoni di Berna, Friburgo, Neuchâtel, Giura e Soletta.
In Ticino, dove lavorano molti frontalieri comaschi, sono nel complesso 51mila gli addetti del settore secondario (il 27,7% sono donne), in larga parte a tempo pieno: solo l’11% è a tempo parziale. Nel terziario, gli occupati sono il triplo: 177mila, per metà donne (48,4%); il 40% è assunto a tempo parziale.
I dati relativi all’andamento del mercato occupazionale nel secondo trimestre 2021 sono stati diffusi dall’Ufficio federale di statistica (Ust), che parla di un vero e proprio «balzo dell’occupazione in Svizzera».
«Nel settore secondario – si legge nel rapporto dell’Ust – la crescita dell’occupazione è diminuita sia nel ramo delle attività manifatturiere (-10mila posti; -1,4%) che in quello delle costruzioni (-5mila posti; -1,3%). Il settore terziario si è sviluppato diversamente a seconda del ramo economico: il ramo alberghiero e della ristorazione ha registrato un nuovo calo dell’occupazione (-19mila; -8,3%), poiché ancora penalizzato dalle misure di contenimento della pandemia. La crescita maggiore si osserva nel ramo dei servizi alle imprese (+37mila; +4,7%), riconducibile principalmente al lavoro interinale (+36mila; +32,9%), il cui volume di posti è nettamente aumentato dopo i forti cali registrati nei trimestri precedenti».

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