Svizzera-Vaticano-Londra, il giallo dei conti sequestrati

Città del Vaticano

La magistratura svizzera avrebbe sequestrato, su rogatoria della Città del Vaticano, alcuni conti milionari gestiti da monsignor Alberto Perlasca, prelato comasco responsabile dell’ufficio amministrativo della Segreteria di Stato vaticana.

La notizia è stata diffusa ieri dall’agenzia di stampa Adnkronos e ripresa da moltissimi media e portali online. Oltre ai conti svizzeri di monsignor Perlasca, sarebbero finiti sotto sequestro anche quelli del finanziere Raffaele Mincione, i conti del gestore dell’Obolo di San Pietro e del patrimonio della Segreteria di Stato, Enrico Crasso, e quelli del broker Gian Luigi Torzi, residente a Londra ma arrestato venerdì scorso, alla fine di un interrogatorio, dal promotore di Giustizia del Tribunale della Santa Sede.

Le notizie sono tuttavia da verificare con attenzione. Secondo ilfattoquotidiano.it, portale sempre molto informato sulle vicende giudiziarie, «al momento né monsignor Alberto Perlasca, né Tirabassi, risultano indagati per peculato in concorso con Mincione e Torzi. Monsignor Perlasca, all’epoca dei fatti capo ufficio amministrativo della prima sezione della Segreteria di Stato, respinge anche l’accusa di avere conti in Svizzera». Quegli stessi conti che, invece, stando a quanto riferito dall’Adnkronos, gli sarebbero stati sequestrati dalla magistratura svizzera su richiesta del pm vaticano.

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