Svizzeri in Italia ma non per lo shopping. Cassina: «Speriamo cambi presto la situazione»

Dogana

Le prime auto in ingresso in Italia si sono viste sin da ieri mattina a Ponte Chiasso. Dal 3 giugno, infatti, gli svizzeri possono tornare a Como, per turismo, visite ai familiari, per aprire le seconde case, cenare in un ristorante ma non per fare acquisti.
Lo ha spiegato il presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi. Intanto però, a poche settimane dalla riapertura dei negozi, sul Lario la mancanza dello shopping dei turisti in generale e dei vicini svizzeri in particolare si fa sentire. «Per il bacino della città di Como e dei paesi a ridosso della dogana, il mercato ticinese è sicuramente molto importante – spiega Marco Cassina, presidente di Federmoda Confcommercio – La zona del Sottoceneri da sempre è attratta dal nostro territorio e per noi rappresenta una fetta di mercato di rilievo, è innegabile. Quanto deciso oltre confine ci è parso singolare anche perché le misure di sicurezza vengono scrupolosamente adottate da tutti, la situazione della diffusione del virus è sotto controllo e quindi ci aspettavamo un’apertura in tal senso». Che però al momento non c’è stata. «Si tratta poi di un confine, il nostro, dal quale sono praticamente quasi sempre passate migliaia di persone ogni giorno, anche nei momenti più duri del lockdown, con i tanti frontalieri in transito. Dunque non mi spiego adesso questa posizione», aggiunge Cassina che spera in una normalizzazione della situazione entro al massimo il prossimo 15 giugno.
Di fatto nei magazzini c’è ferma la merce di una stagione, per questo sono allo studio delle promozioni in vista del ritorno dei clienti svizzeri. «Come Confcommercio abbiamo innanzitutto pensato di fare in modo che i clienti svizzeri possano acquistare senza pagare l’Iva e ci stiamo adoperando per ridurre al massimo le operazioni doganali necessarie per portare la merce oltreconfine».
Ma l’attenzione è rivolta anche agli italiani naturalmente. Si lavora infatti per avvicinare ulteriormente le esigenze dei negozi e dei consumatori. «Visto che abbiamo molta merce invenduta delle stagioni passate, stiamo pensando di applicare una scontistica progressiva, partendo magari dai capi primaverili, per offrire dei prodotti a prezzi convenienti già da adesso per poi arrivare gradatamente ai saldi che quest’ano scatteranno ad agosto», conclude Cassina.

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