Svolta Civica e Pd: «Un esposto alla Corte dei Conti per i soldi spesi per Como Acqua»

Il naufragio del progetto di Como Acqua diventa l’oggetto di un esposto che sarà presentato alla Corte dei Conti. I consiglieri comunali di “Svolta civica per Como” e del Partito Democratico cittadino vanno all’attacco dopo la bocciatura del progetto di fusione delle multiutility del territorio lariano in un’unica società pubblica, Como Acqua.
Mercoledì, nel corso dell’assemblea dei soci convocata a Villa Gallia, non è stato raggiunto il quorum dei due terzi, necessario per dare il via alla fusione. Hanno votato a favore una novantina di Comuni, corrispondenti a poco più del 61% del capitale sociale.
«È una bocciatura inspiegabile – dicono i rappresentanti dell’opposizione nel consiglio di Palazzo Cernezzi – L’operazione è stata avviata tre anni fa e fino allo scorso mese di settembre non è stata fatta alcuna obiezione. Ora sono stati trovati dei pretesti per far fallire il progetto di fusione».
L’iter di questi tre anni ha avuto un costo e, per i consiglieri d’opposizione, qualcuno deve assumersi la responsabilità di queste spese.
«Il processo di fusione – afferma Vittorio Nessi, capogruppo della lista “Svolta civica per Como” – è costato molti soldi, non meno di 500mila euro per gli incarichi professionali e le perizie, oltre a 3,4 milioni di euro stanziati dall’Autorità di Ambito. Chiederemo alla Corte dei Conti di occuparsi di questa vicenda perché qualcuno deve assumersi la responsabilità di questi soldi spesi».
Secondo i consiglieri comunali del Partito Democratico e di Svolta Civica, «l’operazione andava verso la naturale conclusione ma Lega e Forza Italia hanno deciso di cambiare rotta con dei pretesti».
Un atteggiamento che, per l’opposizione del capoluogo, non va a beneficio dei cittadini che invece avrebbero potuto contare su un servizio di acqua pubblica efficiente e su milioni di euro di investimenti, già previsti, per potenziare e rendere più efficiente la rete idrica del territorio provinciale.
«Como aveva la possibilità concreta di esercitare il ruolo di città capoluogo e di prendere decisioni per il futuro e nell’interesse dei cittadini – dice Maurizio Traglio, consigliere di “Svolta Civica per Como” – Questa possibilità è stata sprecata».

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