SVOLTA HI-TECH OLTRE LA CRISI

novareseSAATI – DA APPIANO GENTILE AL MONDO
Alberto Novarese: «Con la sola stampa tessile tradizionale la nostra impresa sarebbe già morta»

«Se avessimo continuato a puntare soltanto sulla stampa tessile, che oggi rappresenta meno dell’1% del fatturato della nostra azienda, saremmo scomparsi».
Alberto Novarese non ha alcun dubbio quando immagina quale sarebbe stato il futuro della sua azienda, la Saati di Appiano Gentile, se fosse rimasta legata solo a prodotti tradizionali del tessile comasco.
La svolta netta verso i tessuti tecnologici, utilizzati per esempio per produrre indumenti antiproiettile, e la chimica – fatta

ben prima che si intravvedesse lo spettro della crisi – ha invece garantito alla società, fondata nel 1935 e oggi alla terza generazione, di crescere ed espandersi in tutto il mondo. Attualmente, i dipendenti sfiorano quota 800, il 45% impiegati in Italia, nella sede storica, e i restanti all’estero, e l’obiettivo 2013 è avvicinare il tetto di 140 milioni di euro di fatturato.
L’azienda di Appiano Gentile ha tra i suoi clienti la quasi totalità dei fotoincisori lariani. «Nel 2002 erano 127 – dice Novarese – Oggi sono 19. Credo che questi numeri siano sufficienti a dare l’idea di quello che sta accadendo. Il distretto si è disgregato e il grande rammarico per loro è stato il fallimento del progetto del “made in Como”».
Tra il 2008 e il 2009, anche Saati si è trovata a fare i conti con la crisi. «Nell’anno peggiore abbiamo avuto una contrazione del fatturato del 17% – afferma Alberto Novarese – Da quel momento però siamo sempre stati in crescita. Siamo intervenuti prima in modo classico, con un contenimento dei costi. Subito dopo, però, abbiamo lavorato in modo serio sul commerciale, con una revisione dei prodotti e “aggredendo il mercato”, intendendo come mercato il mondo intero».
Nel solo 2013, per fare qualche esempio, l’azienda di Appiano Gentile ha acquisito una storica azienda chimica svizzera – «a completamento delle nostre attività», precisa l’imprenditore comasco – e una importante tessitura in Germania, attiva nel settore della filtrazione, «per aprirci un’autostrada sul mercato tedesco», sottolinea Novarese.
«Nei momenti di crisi – dice l’imprenditore – viene a mancare il fatturato per così dire facile. In queste situazioni, va avanti chi sa reagire andando a ricavarsi spazi in mercati più difficili. Per quanto ci riguarda, ad esempio, ci siamo resi conto che il nostro serigrafico tradizionale stava invecchiando, abbiamo modificato i prodotti offerti e ci siamo ricavati delle nicchie importanti».
Il futuro del tessile di Como, secondo l’imprenditore lariano è solo nella qualità. «Chi sa fare bene il lavoro difficile ci sarà sempre – dice Alberto Novarese – I disegnatori e gli stampatori al top esisteranno sempre. Quello che si è sgretolato ed è stato spazzato via è il livello medio, che non ha più ragione d’essere e non sta in piedi. Il mercato stesso lo respinge. Abbiamo punti di forza e di eccellenza, su questi dobbiamo puntare perché solo questi possono portarci lontano».
Oggi, la Lombardia riflette su come mettere un freno alla fuga degli imprenditori oltreconfine. «Chi va in Ticino non cerca il paradiso ma è solo in fuga dall’Italia – precisa Novarese – Cerca la tranquillità e soprattutto le certezze che il nostro Paese non offre. Ovunque abbiamo filiali, compresa la Corea, incontriamo una strepitosa facilità di fare affari. Non è soltanto una questione di tassazione, ma proprio di certezza, di garanzie per tutto quello che riguarda la logistica e la vita quotidiana di un’azienda. Le regole sono poche e chiare fin dall’inizio».
L’Italia però o, meglio, le eccellenze italiane, non hanno smesso di attirare l’attenzione. «Le manifestazioni di interesse per la nostra azienda, dall’estero, sono frequenti – conclude Alberto Novarese – Credo sia un segno di riconoscimento e un’attestazione del lavoro di qualità che facciamo. In ogni caso, Saati è un’impresa radicata nel territorio, con una grande esperienza maturata nel tempo. Rimarrà qui, uno spostamento sarebbe distruttivo».

Anna Campaniello

Nella foto:
Alberto Novarese, presidente della Saati (foto Mv)

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