Elezioni amministrative nel Comasco: molti i risultati a sorpresa

alt

Il Lario al voto
Ballottaggio a Montorfano. Nessuna donna primo cittadino

(da.c.) Brusca virata a sinistra nella geografia amministrativa della provincia di Como. Le elezioni di domenica e lunedì hanno consegnato al Partito Democratico e al centrosinistra i quattro Comuni più grandi tra quelli andati al voto: Mozzate, Cernobbio, Lurago d’Erba e Carugo. Nei primi tre, il nuovo sindaco ha anche in tasca la tessera del Pd.
Un dato inequivocabile, se si pensa che in questi stessi paesi le maggioranze uscenti erano fino a qualche tempo fa saldamente nelle mani del centrodestra. Un consenso che

tale era stato pure alle politiche e alle regionali.
Il dato più clamoroso è certamente quello di Cernobbio, dove Paolo Furgoni ha vinto con il 33,59% (1.165 voti) superando sia Filippo Santoro (26,61%, pari a 923 voti) sia Aldo Ferraris, capogruppo uscente di maggioranza, fermo al 24,71% (857). Male il rappresentante del Movimento 5 Stelle, Marco Mazzocchi (9,11% e 316 voti) e Ugo Grasso (5,96% e 207 voti).
A Mozzate, Luigi Monza ottiene il 47,29% e 1.812 voti, superando l’ultimo sindaco eletto Luca Denis Bettoni (22,55% e 864 voti) e l’ex consigliere provinciale e deputato Dc Giancarlo Galli (14,72% e 564 preferenze). Il Movimento 5 Stelle entra in consiglio comunale con Gianluigi Guzzetti, che ottiene il 14,72% e 564 voti.
A Lurago d’Erba, paese tornato alle urne dopo la prematura scomparsa del sindaco Carlo Cova, il ribaltone è stato nettissimo con il candidato del centrosinistra, Federico Bassani, vincitore con 1.583 voti (pari al 55,87%). Il vicesindaco uscente, Rinaldo Redaelli, già candidato alle politiche con Fratelli d’Italia, ha ottenuto 841 voti (29,68%). Cristian Magni si è invece fermato a 409 voti (14,43%).
Daniele Colombo è il nuovo sindaco di Carugo, paese andato alle urne dopo un commissariamento seguito a una crisi politica nella maggioranza di centrodestra. Colombo ha raccolto 1.479 voti, pari al 52,70%. Molto distanti si sono piazzati l’ex sindaco Marco Melli (434 voti, pari al 15,46%), Mauro Redaelli (386 voti, 13,75%), Mario Marelli (304 voti, 10,83%) e Giuseppe Gaggiano (203 preferenze, 7,23%).
Ad Asso la maggioranza uscente ottiene invece una riconferma molto ampia. Giovanni Conti vince infatti con 983 voti (54,67%), superando Emanuele Zappalà, che ha avuto 707 voti (39,32%) e Ferdinando Moretti Foggia, esponente del Movimento 5 Stelle, fermo al 6% (108 voti), oltre 10 punti in meno delle politiche.
Uno dei pochi sindaci che riesce a rimanere in sella è Giampaolo Cusini, primo cittadino di Bulgarograsso, il quale batte in maniera nettissima Ferruccio Cotta, esponente del Partito Democratico.
Cusini ha ottenuto 1.470 voti, pari al 69,17%, mentre Cotta non è andato oltre le 655 preferenze (che equivalgono al 30,82%).
Il risultato di Montemezzo e di San Siro era invece scontato. I due comuni dove i candidati non avevano avversari hanno fibrillato qualche ora, tra domenica e lunedì, in attesa che venisse superata la soglia del 50% più uno degli elettori. Ostacolo oltrepassato in entrambi i paesi. Via libera, quindi, a Claudio Raveglia e a Gian Luigi Spreafico. Il primo, con 1.034 voti, è il nuovo sindaco di San Siro, al secondo sono bastate 151 preferenze per essere confermato alla guida di Montemezzo. A Cassina Rizzardi, la vittoria è andata al sindaco uscente Paolo De Cecchi che ha ottenuto 854 voti, pari al 65,59%. La sua avversaria, Fiorella Biesuz, capogruppo di minoranza nell’ultimo mandato, non è andata oltre il 34,40% (448 voti assoluti).
A Laglio, paese diventato famoso in tutto il mondo grazie al divo Usa George Clooney, i cittadini hanno confermato sulla poltrona di primo cittadino Roberto Pozzi, che ha ottenuto il 62,28% e 355 voti. Flavio Martinelli si è invece fermato al 37,71%, pari a 215 voti. «Per noi – ha detto Pozzi subito dopo il termine dello scrutinio – è la dimostrazione che un buon lavoro viene premiato».
Svolta politica a San Fedele Intelvi dove diventa sindaco Sergio Lanfranconi, per molti anni capogruppo di minoranza e più volte in passato candidato a primo cittadino.
Lanfranconi ha ottenuto 508 voti (51,94%), 38 in più di Alessandro Toretti che si è fermato al 48,05%.
Dopo 6 tentativi falliti, Griante incorona Paolo Mondelli sindaco. Per oltre due decenni, Mondelli è stato in consiglio comunale seduto nei banchi dell’opposizione. Adesso, grazie ai 215 voti ricevuti dagli elettori del piccolo paese centrolariano (pari al 56,43%), potrà governare. I suoi avversari – Luigi Vanini e Jacopo Bianchi – hanno ottenuto rispettivamente 157 e 9 voti, ovvero il 41,20% e il 2,36%.
Lambrugo non ha premiato il passaggio di testimone familiare.
Il figlio del sindaco Mario Dossena, Vasco, è stato infatti nettamente battuto da Giuseppe Costanzo, consigliere uscente di maggioranza, che ha raccolto 701 voti (pari al 57,50%). Dossena si è fermato a 518 voti (42,49%).
Ribaltone molto netto e forse in parte inatteso anche a Lanzo d’Intelvi, dove l’ex consigliere provinciale del centrodestra, Enrico Manzoni, ha sonoramente sconfitto il sindaco uscente, Patrizia Zanotta. Manzoni ha ottenuto 548 voti, pari al 60,82%. La Zanotta, che tra l’altro è il direttore sanitario del Cof, si è fermata a 353 preferenze personali (39,17%).
Pure in Altolago, a Sorico, dopo moltissimi anni si registra un cambio di maggioranza. La storica lista delle Tre Croci, al governo del comune rivierasco da almeno due decenni, segna una battuta d’arresto, seppure per un soffio. Ivan Tamola, consigliere uscente di minoranza, ha battuto per 12 voti l’ex assessore provinciale Ivan Polledrotti. Il neosindaco Tamola ha vinto con il 50,72% (420 voti assoluti) contro il 49,27% di Polledrotti (408 voti).
Totalmente a sorpresa, infine, il risultato di Montorfano, dove Gianpietro Frigerio e Fabio Civati sono arrivati alla pari: 465 voti ciascuno, il 34,88%.
Il terzo candidato in corsa, Pietro Cinquesanti, per 15 anni assessore provinciale ai Lavori pubblici, ha ottenuto 403 voti (30,23%) e sarà quindi determinante nel ballottaggio in programma tra 15 giorni. Nonostante Montorfano abbia meno di 15mila abitanti, l’esito del voto avrà una insolita appendice. Tra due domeniche diventerà sindaco chi otterrà più voti. In caso di nuova parità, sarà eletto il candidato più anziano.

Non si può parlare di calo. Meglio sarebbe definirlo tracollo. Il dato dell’affluenza al voto nella tornata amministrativa della primavera 2013 sarà certamente ricordato come il primo in cui la disaffezione dell’elettorato ha assunto proporzioni gigantesche. Domenica e lunedì, nei 16 paesi chiamati alle urne sul Lario, è andato a votare il 62,34% degli aventi diritto, il 19% in meno della precedente consultazione.
Se si esclude Sorico, che tornava alle urne dopo soli 2 anni e ha fatto


registrare un calo di poco inferiore del 2%, tutti gli altri Comuni hanno subito uno scossone simile a un terremoto.
Basta leggere in rapida successione le cifre per capire di che cosa si sta parlando: Cassina Rizzardi, -32%; Mozzate, -25%; San Siro, -23%; Lambrugo, -22%; Montorfano, -22%; Carugo, -21%; Cernobbio, -21%; Montemezzo, -18%; Bulgarograsso, -15%.
Il collasso della partecipazione è stato diffuso in tutto il Paese. La provincia lariana non ha fatto alcuna eccezione. Anzi, per certi aspetti nel Comasco il crollo dei votanti è stato maggiore che altrove. Un segnale che dovrà ovviamente interrogare sia le forze politiche sia i candidati e i sindaci che hanno partecipato a questa tornata amministrativa.
Resta il fatto che soltanto in due Comuni – Sorico e Bulgarograsso – l’affluenza ha superato il 70%, anche se di uno o due decimali. Ma in 5 dei 16 paesi andati al voto la partecipazione è stata inferiore al 60%, con il record negativo di Montemezzo dove ha votato soltanto il 54,01%.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.