Taborelli il duro «Vinto lo stesso»

L’ex deputato

Nella sua lunga carriera politica, Mario Alberto Taborelli è stato spesso “accusato” di avere un carattere troppo mite. Vero o falso che sia, di sicuro ieri l’ex parlamentare di Forza Italia e attuale commissario provinciale del partito ha vestito i panni del falco irriducibile. «Sconfitta? E perché? Il presidente Berlusconi – afferma Taborelli – si è limitato a cogliere nel discorso del premier Letta gli aspetti positivi in tema di abbassamento delle tasse e politiche per il lavoro e l’occupazione. Per questo ha cambiato idea e

il gruppo del Senato ha votato la fiducia». Se non fosse che fino a ieri mattina lo stesso Cavaliere accusava il presidente del Consiglio di aver tradito i patti sulle stesse materie, a partire dal passaggio al 22% dell’Iva, non farebbe una piega. «Ora noi ci aspettiamo solo che le riforme essenziali, a partire dal taglio del cuneo fiscale, vengano fatte e che il Pd la smetta di bistrattare la nostra parte – aggiunge Taborelli – Tra l’altro sono sicuro che ora la gente sarà ancora più dalla parte di Berlusconi, il quale da un lato si è sacrificato per mantenere l’unità del partito e dall’altro ha sventato la solita trama di palazzo ordita da gruppuscoli nati in Parlamento ma senza alcun radicamento tra gli elettori». Anatema finale per «Roberto Formigoni, Mario Mauro e Fabrizio Cicchitto, che facendo i dissidenti hanno voluto soltanto vendicarsi per non avere i ruoli di governo a cui ambiscono da sempre».
E.C.

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