Tagli al budget dell’ospedale Sant’Anna. I primari: «Sulla salute non si transige»

Tra i camici bianchi la discussione sulle economie è stata movimentata
«La salute del paziente è al primo posto e su questo non si transige, ma siamo disponibili a fare la nostra parte per garantire un uso oculato delle risorse economiche, che non sono infinite». Domenico Santoro, primario del reparto di Malattie Infettive e presidente del collegio dei primari del Sant’Anna, interviene per riflettere sulla difficile situazione economica in cui versa l’azienda ospedaliera di via Ravona.
Martedì scorso, incontrando i responsabili dei reparti, il direttore

generale Marco Onofri ha presentato senza censure i conti dell’ospedale, sottolineando la necessità di recuperare circa 10 milioni di euro. La metà di questa cifra dovrebbe giungere dalla Regione. Per quanto riguarda i restanti 5 milioni, invece, i manager del Sant’Anna hanno spiegato chiaramente che dovranno arrivare «facendo i conti della serva per eliminare ogni voce di spesa che non sia necessaria».
Ai primari, in sintesi, è stato chiesto di occuparsi dell’assistenza dei pazienti, ma anche di far quadrare i conti. «Credo che l’uso ottimale delle risorse sia comunque un dovere, visto che utilizziamo soldi della collettività – precisa Santoro – Con la direzione ci siamo confrontati in modo schietto e sereno sugli aspetti di carattere sanitario ma anche sulla necessità di garantire una gestione oculata delle risorse, individuando le voci di spesa su cui è possibile intervenire, senza che questo vada a discapito del paziente».
Il passaggio nel nuovo ospedale ha comportato un significativo aumento dei costi. «Il nostro ospedale sta vivendo un momento di passaggio importante – sottolinea il presidente del collegio dei primari – non soltanto per il trasferimento in una nuova struttura ma anche per il grande investimento che è stato fatto nelle nuove tecnologie, con l’introduzione di strumenti che il Sant’Anna non aveva. Questo richiede cambiamenti importanti a tutti i livelli che stiamo cercando progressivamente di attuare e assimilare».
Il direttore generale di via Ravona ha assicurato che non saranno tagliati servizi, anche se la scure della riorganizzazione incombe sulla gestione delle attività, soprattutto degli ospedali e poliambulatori periferici. «Non c’è malumore tra i colleghi perché facciamo tutti parte della stessa azienda – dice Santoro – Senza dubbio c’è stato un importante scambio di vedute, anche propositivo. Siamo tutti disposti a ragionare mettendo in primo piano i parametri di salute ma anche di economia. Il compito del medico e di tutti gli operatori è di avere come primo valore la cura e l’assistenza degli ammalati, con un approccio che porti anche a utilizzare in modo ottimale le risorse. Restiamo medici e non ragionieri – conclude Santoro – ma oggi non è più possibile prendere in considerazione i soli aspetti clinici senza tenere conto delle risorse, che sono limitate. C’è una scala di valori, si tratta di mettere in equilibrio gli elementi. Siamo fiduciosi. Abbiamo avviato un percorso che dobbiamo completare e migliorare ulteriormente, ma siamo sulla buona strada».

Anna Campaniello

Nella foto:
L’ospedale Sant’Anna deve recuperare 10 milioni di euro. Soltanto una parte di questi fondi arriverà dalla Regione

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