Tagli alla Provincia, i dipendenti occupano la sala del consiglio. Maroni: «Situazione drammatica»

protesta lavoratori consiglio Provinciale Striscioni e bandiere sui banchi del consiglio provinciale

I dipendenti della Provincia hanno occupato oggi, in maniera simbolica, l’aula del consiglio di Villa Saporiti per protestare contro gli annunciati tagli al personale delle cosiddette “Aree vaste” inseriti dal governo nella Legge di stabilità (vedi nostro articolo). Guidati dai segretari provinciali della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, i lavoratori hanno esposto striscioni e bandiere sugli scranni ritardando di una ventina di minuti l’inizio del consiglio provinciale.
«Ci siamo ripresi l’ente – ha detto Matteo Mandressi, segretario della Cgil Fp – Dal 1° gennaio metà dei dipendenti della Provincia sarà dichiarata in sovrannumero. Non abbiamo alcuna garanzia sulla loro ricollocazione, non sappiamo nemmeno se ci saranno le risorse per mantenere attivi i servizi oggi di competenza della stessa Provincia». Solidarietà è stata espressa dal presidente Maria Rita Livio.

«Gli esuberi dei dipendenti delle Province ? L’ultima versione è che ci saranno 2.800 esuberi ma la Regione non sarà più costretta a prenderseli tutti e questa per noi è una buona notizia, altrimenti voleva dire 130 milioni in più sul bilancio della Regione». Questo il commento del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che ha parlato del tema conversando con i giornalisti al termine della presentazione dei 30 “Angeli anti-burocrazia”. «Ma questo – ha aggiunto –  significa che le Province avranno 2.800 dipendenti in meno per fare le stesse cose che facevano prima e con un taglio di un miliardo di euro e la conseguenza sarà un peggioramento dei servizi per i cittadini e questa è la cosa che mi preoccupa di più. Per cui come Regione mantengo l’osservatorio regionale per i primi tre mesi del 2015 per vedere come intervenire di volta in volta in base a come le Province riusciranno a gestire questa situazione nuova e per loro drammatica».

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1 Commento

  • Neo Arzieno , 19 Dicembre 2014 @ 10:14

    Buongiorno , la Provincia di Como ha un prodotto interno lordo (PIL) superiore a 8 Stati Europei (Stati che sono composti da Province e città , Parlamenti , eserciti ….) eppure non può permettersi di avere un Consiglio Provinciale eletto dai Cittadini che la compongono e non può nemmeno permettersi dei dipendenti . Cancellare le Province che risparmio produce se la sede rimane ed i dipendenti non si capisce che fine faranno (con che coraggio si possono buttare delle persone in strada) . Le ultime elezioni farsa Provinciali sono stati un brutto esempio di Democrazia , e hanno dimostrato che la sete di potere non si è fermata . Dove finisce la rappresentanza democratica dei Cittadini , saranno i partiti a decidere tutto (o meglio saranno i pochi partiti organizzati con i quattro iscritti che avranno a decidere tutto) . Mi sembra che questo disegno non sia finalizzato ad un risparmio, ma all’eliminazione di rappresentanze democratiche che sono oramai consolidate e che a qualcuno danno fastidio .

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