Tagliate 24 piccole società. La gestione di acqua e fognature sarà affidata a una sola azienda interamente pubblica

Oggi in Provincia l’audizione dell’Ato
Una rivoluzione silenziosa. In grado di produrre quegli effetti auspicati e promessi da anni, ma mai sostanzialmente rispettati. Senza alcun clamore, anzi nell’indifferenza quasi generale, i sindaci dei 160 Comuni lariani hanno dato, la scorsa settimana, una sforbiciata massiccia a poltrone e poltroncine del sottogoverno burocratico-amministrativo.
Nel giro di pochi mesi, scompariranno ben 24 società interamente a capitale pubblico, oggi attive nella gestione delle reti del servizio idrico

integrato (acquedotti, fognature e depurazione). Un gigantesco apparato che sin qui ha governato, con presidenti e consiglieri di amministrazione ben retribuiti, il cosiddetto ciclo dell’acqua. Le riforme degli ultimi anni impongono adesso di razionalizzare. Sul territorio provinciale – lo stesso che coincide con l’Ambito Territoriale Ottimale (Ato) – sarà costituita un’unica società, anch’essa a capitale interamente pubblico, chiamata a gestire l’intero servizio idrico integrato lariano.
Le 24 aziende in cui è oggi frammentato il servizio devono necessariamente scomparire. L’Ato ha infatti scelto di affidare “in house”, vale a dire senza gara di evidenza pubblica, lo stesso servizio.
I Comuni “cederanno” le proprie reti a un’azienda speciale provinciale e quest’ultima affiderà la gestione in house alla società unica.
Passaggi che possono apparire complessi e forse, almeno in parte, lo sono. Ma il cui effetto è chiaro: riduzione drastica di poltrone e (auspicati) risparmi di scala.
Nonostante qualche mal di pancia, i sindaci hanno votato praticamente in modo unanime la nuova gestione. Anche questa è una notizia, perché solitamente l’assemblea dell’Ato faceva fatica persino a raggiungere il numero legale. Determinanti sono stati gli accordi presi tra i partiti, con la mediazione del presidente e della vicepresidente dell’Ato, Paolo Mascetti e Maria Luisa Cribioli.
Di fatto, tutte le forze politiche maggiori hanno condiviso la scelta di tagliare le piccole e piccolissime società esistenti e di ricondurre la gestione a un’unica grande azienda a capitale interamente pubblico.
Intanto, oggi in Provincia sarà presentato anche il nuovo regolamento per lo stanziamento dei fondi destinati agli interventi su acquedotti e fognature. Il regolamento riveste particolare importanza, perché permetterà di finanziare praticamente a fondo perduto fino a 500mila euro. Manna per i piccoli e piccolissimi enti locali, oggi paralizzati da una crisi economica senza precedenti.

Nella foto:
Rivoluzione in vista per la gestione degli acquedotti di tutta la provincia

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