Taglio degli straordinari in Questura. Molteni interroga il ministro Alfano «Si mettono in pericolo i cittadini»

alt Dopo la denuncia del Sap

«Tagliare del 25% le ore di servizio straordinario degli agenti della Questura di Como è un grave errore, come ha giustamente sottolineato il Sap, sindacato autonomo di polizia, che inciderà pesantemente anche sui servizi d’emergenza e soccorso pubblico». La dichiarazione è del capogruppo in Commissione Giustizia per la Lega Nord a Montecitorio, il canturino Nicola Molteni, che sul tema ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Alfano.
Molteni ha citato direttamente nell’interrogazione

l’articolo pubblicato martedì dal “Corriere di Como” sul concreto rischio tagli.
«Tale riduzione significativa – si legge nel testo dell’interrogazione – andrà necessariamente ad incidere anche sui servizi di emergenza e soccorso pubblico, come ha sottolineato anche il Sap, il quale ha precisato come i servizi d’emergenza vengano attualmente gestiti da poche persone che necessariamente devono ricorrere anche alle ore di straordinario».
«Le attività di controllo del territorio – aggiunge Molteni – sono indispensabili, specie in un contesto come quello attuale. Diminuiranno i controlli stradali e vi sarà minore possibilità di intervento tempestivo nelle emergenze clandestini, nelle risse e nei reati di questo tipo».
«Negli ultimi anni – scrive – migliaia di agenti sono stati impiegati nel contrasto all’immigrazione clandestina e nella difficile gestione degli sbarchi degli extracomunitari che arrivano e si stabiliscono nelle nostre città».
Molteni chiede così al governo quali iniziative si intendano assumere, ma soprattutto quali risorse verranno destinate per assicurare il tempestivo pagamento degli arretrati e delle ore di servizio straordinario svolto finora dagli agenti.
«Ritengo sia assolutamente opportuno che si trovino anche risorse per i futuri straordinari di questi agenti – aggiunge il parlamentare canturino – figure necessarie per garantire più sicurezza ai cittadini».
L’allarme del Sap era stato infatti perentorio. «In pratica, la decisione attuata è di rinviare continuamente i pagamenti pretendendo che il lavoro venga fatto – ha tuonato il sindacato – È come se ci trovassimo a lavorare gratis. Il risultato è che tutto il lavoro di quest’anno verrà pagato dal 2015. Non possiamo essere noi a pagare la carenza cronica di fondi. Le donne e gli uomini della polizia di Stato sono servitori e non servi dello Stato».
E ora l’interrogazione ad Alfano non priva di una frecciata allo stesso Alfano e ai suo predecessori (Maroni escluso, naturalmente).
«Dopo il ministero di Roberto Maroni – evidenzia Molteni – sotto il quale gli sbarchi erano calati fino all’ 88%, negli ultimi due anni, in mancanza di una seria politica di contrasto all’immigrazione clandestina, gli sbarchi sono costantemente aumentati, ed ultimamente, alimentati anche dai messaggi di questo governo di abrogare il reato di immigrazione clandestina e di introdurre lo ius soli, hanno raggiunto cifre mai registrate prima».
Molteni rimarca come siano quasi 8mila i migranti sbarcati solo nei primi 6 mesi dell’anno sulle coste italiane, quasi il doppio rispetto ai 4.019 arrivati nello stesso periodo del 2012, «i quali – dice l’onorevole del Carroccio – come sopra già detto, non potendo le attuali strutture avere la necessaria capacità recettiva, andranno a stabilirsi nelle diverse città, prevalentemente al Nord, con problemi di ordine pubblico».
Molteni ricorda infine come lo scorso maggio, all’indomani della presentazione dei dati sulla criminalità nella provincia di Como, il questore Michelangelo Barbato e poi il prefetto Michele Tortora avessero assicurato che le forze dell’ordine non avrebbero abbassato la guardia sul fronte del contrasto alla microcriminalità. E che, anzi, i controlli sul territorio si sarebbero intensificati. Parole che ora stridono con la realtà narrata dal sindacato.

Nella foto:
Il deputato leghista Nicola Molteni

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