Cultura e spettacoli

Talarico, viaggio romanzesco nella aspra e dura Calabria

alt Oggi pomeriggio nel nostro auditorium
L’autore crotonese che vive e lavora a Bergamo presenta “L’assenza che volevo”
Appuntamento dedicato alla questione meridionale in forma narrativa, oggi alle 17 nell’auditorium di Espansione Tv e del “Corriere di Como” in via Sant’Abbondio 4 che ospita lo scrittore Olimpio Talarico. L’occasione è la presentazione del suo nuovo romanzo L’assenza che volevo (Falzea editore). A Fercolo, piccolo centro dell’entroterra calabrese, vivono i protagonisti del romanzo, un’umanità complessa e dolorosa, caratterizzata da situazioni irrisolte. Un professore precario, un politico

navigato, una prostituta, un ragazzino alla ricerca del vero padre, due studenti dagli opposti destini, un maresciallo alla caccia di un colpevole d’omicidio. Un viaggio in pullmino, tra strade e paesi di Calabria, una terra con le sue smemoratezze, «i suoi caratteri, il rammarico profondo per tutto quello che potrebbe essere e non è», quello di Talarico, Un viaggio che, seppur breve, rimescola le carte e i rapporti, rimette in discussione le singole vite, stravolgendole: dopo non sarà più come prima.
Vicende umane, tra derive e riscatti, paesaggi del cuore e di una regione che, aspra e dura, cerca tenerezza. Una trama sorprendente, quella del libro, secondo il parere dell’illustre prefatore, il giornalista e scrittore Pino Aprile, autore fra l’altro dei celebri saggi Terroni e Giù al Sud, ambedue editi da Piemme. Una trama che Aprile interpreta fra l’altro come «un pretesto per raccontare la Calabria, le sue dimenticanze, i suoi caratteri, e il rammarico, profondo, per molte cose, per tutto quel che potrebbe essere e non è. Un’amarezza che non uccide la passione per questa terra, ma che, nell’esaltarla, la rende dolorosa. Per la reazione tipica degli amori traditi, che incapaci di accettare la diminuzione del bene, ne distruggono, con astio, accanimento, anche il poco che ne rimane. Invece di ripartire da quello. E ve ne accorgete da molte cose, in questo libro; per esempio, quando l’autore si scopre, persino troppo, descrivendo: “Quegli uomini che la Calabria dovrebbe piantare al posto degli ulivi”».
Olimpio Talarico (il suo sito Internet è www.olimpiotalarico.it) è nato nel 1964 a Crotone, e si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università della Calabria. Attualmente vive a Bergamo dove insegna italiano e storia presso il Liceo “Paolina Secco Suardo”. Ha pubblicato tra l’altro il romanzo Il due di bastoni (edizioni Montag) e ha curato un’antologia di giovani autori dal titolo Giovani in cammino (Mariano Spina editore). Talarico è cresciuto a Caccuri, in provincia di Crotone, cui rimandano molte memorie che nutrono la sua scrittura letteraria e dove anima insieme a un nutrito gruppo di intellettuali il premio letterario omonimo (si occupa di prosa, poesia e teatro in dialetto, oltre che di saggistica), che vede come prestigioso presidente lo storico e giornalista Giordano Bruno Guerri.

Nella foto:
La copertina del libro di Olimpio Talarico
19 gennaio 2013

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