Tamponi ai frontalieri, Alfieri chiama in causa Di Maio

Alessandro Alfieri

Già mercoledì il consiglio federale potrebbe rendere operative alcune misure più severe nei controlli alla dogana tra l’Italia e la Svizzera. In particolare, come richiesto dal Canton Ticino, potrebbero arrivare i tamponi obbligatori per i frontalieri. Chi passa la frontiera dovrebbe sottoporsi a un test rapido o presentare una certificazione di tampone negativo nelle 48 ore precedenti.
Notizia che ha sollevato subito grandi perplessità anche nella politica italiana. Il senatore del Pd, Alessandro Alfieri, scrive così sulla sua pagina Facebook. «Invito le autorità elvetiche alla massima prudenza – dice Alfieri – Obbligare i nostri lavoratori frontalieri a sottoporsi ogni tre giorni ad un tampone sarebbe senza dubbio una misura vessatoria e, come ha già fatto notare l’Ats Insubria, nemmeno risolutiva nella lotta al contagio. Ho già chiesto al ministero degli esteri un’iniziativa formale verso la diplomazia elvetica per evitare l’introduzione di simili misure». Il senatore chiama insomma in causa il ministro pentastellato Luigi Di Maio.
«Come ho sempre sostenuto la battaglia contro il coronavirus – conclude Alfieri – si vince insieme, con iniziative coordinate, proporzionate e bilaterali».
Secondo un sondaggio pubblicato ieri sui giornali svizzeri del gruppo Tamedia, il 53% dei residenti nela Paese elvetico è favorevole all’obbligo dei test.

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