Tangenti all’Agenzia delle Entrate: all’alba al via la “Fase 2” con altri 14 arresti

Agenzia delle entrate

A nemmeno un anno di distanza dal precedente blitz all’Agenzia delle Entrate di Como, che risale al giugno del 2019, la città torna a tremare.
All’alba di ieri, su mandato della Procura della Repubblica Como (pubblico ministero Pasquale Addesso) la guardia di finanza con il Nucleo di Polizia Economico-finanziaria e personale di polizia giudiziaria, ha eseguito quattordici ordinanze di custodia cautelare tra detenzione in carcere (due) e ai domiciliari.
Nel mirino delle indagini della magistratura sono finiti commercialisti, avvocati, imprenditori e funzionari dell’Agenzia delle entrate ancora in servizio (oppure ex) che in un periodo tra il 2012 e il 2019 avrebbero messo in atto quello che il giudice delle indagini preliminari Maria Luisa Lo Gatto ha definito un quadro «disarmante, sistemico e diffuso» di corruzione sul territorio comasco.
L’indagine è la seconda fase di quella che aveva travolto l’ex direttore dell’Agenzia di Como (Roberto Leoni), il funzionario Stefano La Verde e i commercialisti Antonio e Stefano Pennestrì. Il sistema era tuttavia lo stesso: pagare tangenti per far ottenere favori nelle vertenze fiscali ai clienti dei diversi studi di professionisti. C’è mezza Como, purtroppo, nelle pagine dell’Ordinanza eseguitaquesta mattina: tre funzionari dell’Agenzia delle entrate (uno ancora in servizio, gli altri due ex), nove tra commercialisti e ragionieri (e almeno altrettanti sarebbero indagati), un avvocato (e un secondo sarebbe indagato a piede libero) e un imprenditore, responsabili a vario titolo di reati che vanno dalla corruzione (anche da poche centinaia di euro) a carico di 13 degli indagati, emissione e utilizzo di fatture a fronte di operazioni inesistenti per oltre 280.000 euro, abuso di ufficio e rivelazione di segreti di ufficio, nonché favoreggiamento nei confronti di uno degli accusati.
I destinatari delle misure cautelari dovranno spiegare 16 episodi di corruzione (altri sei sono al vaglio), e sarebbero ben 37 i clienti beneficiari di questi raggiri al fisco.
Tra questi ultimi c’è un mondo che va da prestigiosi e noti bar della provincia e della città a società sportive (per un giro di false sponsorizzazioni di cui già si era parlato nella prima fase dell’inchiesta), da immobiliari a negozi di divani, da studi dentistici altrettanto noti a società di leasing.
Al momento, nessuno di questi beneficiari degli “sconti” ottenuti dal fisco grazie al pagamenti di tangenti, sarebbe iscritto sul registro degli indagati. Secondo la Procura non ci sarebbero al momento elementi per ritenere che fossero a conoscenza di rapporti illeciti che i loro professionisti di riferimento intrattenevano con i funzionari dell’Agenzia delle entrate. Ma le indagini su questo fronte sono ancora aperte. Sono stati 130 i militari della guardia di finanza impegnati ieri per l’esecuzione delle ordinanze, 20 gli ausiliari di polizia giudiziaria, 45 le auto delle fiamme gialle scese in strada e 75 gli obiettivi perquisiti.
La Procura avrebbe appurato 280mila euro di tangenti versate, che avrebbero portato i clienti a risparmiare oltre due milioni di euro di imposte da versare allo Stato.

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