Tangenti all’Agenzia delle Entrate, i nuovi patteggiamenti

Agenzia delle entrate

Erano finiti nella seconda ondata di arresti chiesti dalla Procura di Como (pubblico ministero Pasquale Addesso) in seguito alle indagini sulle presunte tangenti che ruotavano attorno all’Agenzia delle Entrate della città. Per quattordici nomi – di professionisti, imprenditori e funzionari – il gip aveva concesso la custodia cautelare tra carcere e domiciliari.
Ieri, gran parte di questi indagati si sono seduti di fronte al giudice dell’udienza preliminare di Como, Carlo Cecchetti, per definire la propria posizione patteggiando la pena dopo aver raggiunto un accordo con l’accusa.
In Tribunale si sono presentati commercialisti (nove), funzionari ed ex dirigenti dell’Agenzia, ma anche avvocati e imprenditori. I patteggiamenti sono andati da un minimo di 10 mesi (per il presidente di una squadra di basket, indagato ma mai colpito da ordinanze), Luciano Mastrapasqua, a 2 anni e 6 mesi per la commercialista Simona Secchi, che divideva l’attività con Stefano e Antonio Pennestrì, commercialisti già arrestati nel corso della prima ondata di ordinanze di custodia cautelare. La Secchi si trova già da qualche settimana ai domiciliari dopo aver reso – nei giorni scorsi – un dettagliato interrogatorio. Due gli indagati che ancora devono definire la propria posizione con la giustizia: si tratta del funzionario dell’Agenzia delle entrate di Como, Roberto Colombo, e dell’ex capo del Settore gestione risorse della Direzione regionale dell’Agenzia – oggi in pensione – Antonio Silipo. Ecco invece tutti gli altri patteggiamenti: Roberto Santaniello (ex dirigente, 2 anni), Alessandro Colombo (commercialista, 1 anno, 6 mesi e 20 giorni), Raffaele La Gamba (commercialista, 1 anno e 6 mesi), Dino Leoni (commercialista, 2 anni), Franco Luraschi (commercialista, 2 anni), Massimo Mariangeloni (commercialista, 2 anni), Niva Matteri (avvocato, 1 anno e 10 mesi), Claudio Quadranti (commercialista, 2 anni), Gabriella Terenghi (commercialista, 1 anno e 8 mesi), Michelangelo Rossini (commercialista, 2 anni), Paolo Sampietro (imprenditore, 1 anno e 10 mesi). Gran parte degli indagati ha anche risarcito il danno in fase di indagine.
Altre dieci posizioni, iscritte sul registro della Procura ma per cui il gip non aveva concesso la custodia cautelare, devono ancora essere definite. L’ondata di arresti aveva turbato la città di Como per la seconda volta in pochi mesi. Nel mirino della Procura era finito un collaudato sistema che prevedeva il pagamento di somme – versate dai commercialisti e dai professionisti – per sistemare pendenze con il fisco da parte dei clienti degli studi. Un “giro” di mazzette che poteva contare ovviamente sulla compiacenza di funzionari dell’Agenzia delle Entrate.

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