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Tangenziale, 300 firme contro la paura

altResidenti in allarme per una ex ditta abbandonata e rifugio di disperati ogni notte

(f.bar.) Un altro stabile abbandonato inquieta le notti dei comaschi.
Una vecchia ditta tessile in viale Innocenzo 57, chiusa da anni, è da tempo diventata punto di riferimento per sbandati e senzatetto. Nei locali dell’edificio – come segnalato dai residenti delle vie limitrofe – si notano sovente strani movimenti.
Persone che si recano di notte a dormire, altre che depositano sacchi con vari oggetti che vengono poi recuperati il mattino seguente e svariati individui che entrano ed

escono a tutte le ore del giorno.
A parte queste presenze inquietanti l’area è ormai preda del degrado più assoluto. Sin dall’esterno si possono infatti osservare montagne di rifiuti, cataste di detriti e sporcizia di ogni genere. Sempre i residenti hanno anche segnalato come siano stati accesi diversi falò notturni che hanno reso ancor più tetro l’aspetto di questa struttura ormai fatiscente. E all’interno dell’edificio, a conferma del fatto che l’area almeno in una sua parte è abitata, si possono intravedere tende di fortuna posizionate in corrispondenza delle finestre, per ripararsi dal freddo.
«Vediamo costantemente gente entrare e uscire. A ogni ora del giorno. E spesso vediamo un continuo via vai di persone sospette», raccontano alcuni abitanti della zona che però preferiscono rimanere anonimi. Il timore è infatti di poter essere riconosciuti dagli “inquilini” della ditta abbandonata. Ma due signore residenti, in particolare, nei mesi scorsi si sono battute per cercare di ottenere un rapido intervento da parte delle istituzioni.
«Abbiamo raccolto più di 300 firme. E le abbiamo depositate in Comune a settembre, con una richiesta di intervento immediato. È stato un lavoro molto impegnativo ma in tanti si sono resi conto di come questa situazione sia pericolosa e assolutamente insicura per tutti noi», spiegano due delle promotrici dell’iniziativa. La speranza è che si possa intervenire quanto prima in maniera risolutiva. Intanto, ieri mattina, un primo passo importante è stato fatto. I tecnici di Palazzo Cernezzi, accompagnati dall’assessore alla Sicurezza del Comune di Como, Marcello Iantorno, hanno eseguito un sopralluogo proprio nella struttura. «Abbiamo avuto conferma del gravissimo stato di abbandono e della giustificata protesta dei cittadini. L’immobile effettivamente versa in condizioni pietose e di pericolo per l’incolumità del vicinato e delle stesse persone che anche in modo abusivo dovessero entrare e sostare. Per questo, oggi stesso (ieri, ndr) il sindaco ha emesso un’ordinanza urgente che obbliga la proprietà a eseguire, entro 30 giorni, tutti i lavori per riportare l’immobile in sicurezza – spiega l’assessore – Se così non fosse, il Comune realizzerà le opere necessarie con spese a carico dei proprietari. Non può essere tollerato lo stato di abbandono di immobili che costituiscono un pericolo costante per la sicurezza dei residenti».

Nella foto:
I residenti nelle zone adiacenti la fabbrica dismessa hanno raccolto circa 300 firme e hanno anche segnalato come siano stati accesi diversi falò notturni che hanno reso ancor più tetro l’aspetto di questa struttura ormai fatiscente
1 Novembre 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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