Tangenziale addio, le molte promesse, mai mantenute, della politica. Fontana aveva detto: «Si farà»

Attilio Fontana

L’ultima promessa, ripetuta davanti alle telecamere e a un nutrito gruppo di amministratori locali e rappresentanti di categorie economiche e sociali, è stata del presidente della Regione, Attilio Fontana.
Lo scorso 1° ottobre, intervenendo al Tavolo territoriale convocato al Pirellino per discutere dei problemi della provincia di Como, Fontana si era espresso anche sul nodo Pedemontana e sul secondo lotto della tangenziale con parole abbastanza chiare e anche poco equivocabili.
«Il secondo lotto si farà – aveva detto il governatore lombardo – È nostra intenzione procedere in questa direzione, anche se tutto è subordinato, ovviamente, al finanziamento e alla realizzazione della parte conclusiva della Pedemontana. Un passaggio che ci consentirebbe di avere la sostenibilità economica per la realizzazione dell’opera ed, eventualmente, della gratuità della stessa che adesso non è ipotizzabile».
Parole che oggi, alla luce delle novità sul mancato rinnovo del vincolo di esproprio sanno un po’ di beffa.
Ma uno sguardo all’archivio, anche soltanto al più recente, permette in realtà di rintracciare molte altre promesse che la politica ha lanciato a vuoto.
All’inizio di quest’anno, ad esempio, il sottosegretario alla presidenza del consiglio regionale, Fabrizio Turba, aveva dato ampie rassicurazioni sull’iter di realizzazione del secondo lotto.
A metà ottobre del 2018, seduta al Tavolo della competitività a Villa del Grumello, era stata l’assessore regionale alle Infrastrutture, Claudia Maria Terzi, a dire: «Sul secondo lotto stiamo valutando il progetto presentato a suo tempo dalla Provincia. Un esame necessario per far sì che possa eventualmente diventare quello definitivo, tenendo conto che il primo progetto era troppo costoso e poco sostenibile dal punto di vista ambientale. Il piano in fase di valutazione, aveva spiegato Terzi, comporterebbe una spesa di 670 milioni.
Sempre Fontana, ospite il 21 maggio 2018 del Dariosauro su Etv, aveva sentenziato: «il progetto di completamento dell’autostrada pedemontana rimane nell’agenda del Pirellone. Compreso il secondo lotto della Tangenziale di Como. Per noi è una infrastruttura fondamentale».
Fontana aveva anche ancorato un’altra promessa – la gratuità della tangenziale – proprio alla costruzione del secondo lotto. «Sono convinto che le tangenziali di Varese e di Como dovranno diventare gratuite – aveva detto il governatore – Prima però si dovrà impostare il lavoro di finanziamento del secondo lotto: arrivati a questo punto si potrà dare la gratuità».
Per la cronaca, era stato un emendamento al documento di economia e finanza regionale – proposto da Luca Gaffuri (Pd), condiviso da tutte le forze politiche e approvato con il solo voto contrario del M5S nel novembre del 2015 – a riportare il secondo lotto della tangenziale di Como all’attenzione della giunta lombarda, allora presieduta da Roberto Maroni. Un emendamento che sembrava decisivo. Sembrava.

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