Tangenziale di Como, rispunta il secondo lotto

La tangenziale di Como

Il secondo lotto della Tangenziale di Como, definito prioritario per lo sviluppo infrastrutturale del territorio, potrebbe non restare più solo sulla carta. L’invito a pensare in grande e anche a proporre qualche sogno è stato portato ieri pomeriggio dal deputato comasco di Fratelli d’Italia, Alessio Butti, nel corso di una conferenza stampa con collegati oltre una decina di attori del Tavolo della Competitività, ovvero i vertici delle istituzioni locali e delle associazioni di categoria. Sul tavolo, i prossimi Dpcm per le infrastrutture strategiche nazionali. Milioni di euro in opere complesse e strategiche, che prevedano la nomina di un commissario, ovvero tempi più rapidi di esecuzione. Un modo per fare risorgere un territorio ferito dal Covid. La prima finestra scade tra un paio di settimane, impossibile pensare a qualcosa di locale, ma entro il 30 giugno, scadenza del prossimo Dpcm, il territorio ha il dovere di muoversi, di fare lobby, come ha spiegato Butti. Perché negli ultimi vent’anni, mai come in questo periodo ci sono stati risorse come il Recovery Fund e il Recovery Plan e temi su cui fare leva, come le Olimpiadi Invernali del 2026.
Dopo Butti è il presidente della Regione, Alessandro Fermi a prendere la parola e a ricordare come il territorio unito abbia già ottenuto la Tremezzina, ad esempio. Quindi il presidente della Provincia, Fiorenzo Bongiasca e, uno ad uno, i rappresentanti della categorie economiche, dalla Camera di Commercio di Como e Lecco, con il suo presidente Marco Galimberti, a Confindustria, alle due associazioni degli Artigiani e ancora Confcommercio e Ance Como. È stato proprio il presidente di Ance, Francesco Molteni, ad aprire il dibattito, constatando si debba invocare un commissario sulle opere pubbliche per le mille leggi e regolamenti che bloccano i cantieri.
«Finora le esigenze infrastrutturali del nostro territorio sono state ignorate dal Dpcm di Conte – dice Butti – La procedura, però, non ci condanna in via definitiva all’esclusione. Occorre lavorare insieme».
La Camera di Commercio deve essere la cabina di regia, dove far convergere in maniera rapida i progetti da sostenere, prima in sede regionale e poi parlamentare. Il primo obiettivo di tutti è il completamento della tangenziale con il secondo lotto, che rientra nei requisiti richiesti per complessità progettuale e procedurale e per l’impatto sul territorio. Un progetto c’è, mancano le risorse, si parla di una cifra tra i 700 e gli 800 milioni di euro, ma, ha assicurato Fermi, la Regione è pronta a fare la sua parte. Poi, come detto, ci sono anche altre proposte sul tavolo. Marco Galimberti torna a parlare della nuova autostrada Varese-Como-Lecco. Antonello Regazzoni, direttore di Confindustria, cita il polo per l’interscambio ferro-gomma ora che l’Alp Transit è ormai realtà. Andrea Camesasca, per Confcommercio, è convinto che vada potenziato il collegamento ferroviario sia verso Orio sia verso Malpensa in chiave turistica. Turismo anche nel sogno di Butti: un lago completamente balneabile, ma anche un territorio più connesso a livello multimediale.

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