Tangenziale di Como, secondo lotto addio: ora lo dicono i documenti

Una tratto della Pedemontana

Secondo lotto addio. Como non avrà mai, con ogni probabilità, la sua circonvallazione. Nonostante le tantissime promesse e le rassicurazioni di questi anni.
I terreni sui quali si sarebbe dovuta costruire la tangenziale non sono più vincolati. I Comuni possono gestirli, dal punto di vista urbanistico, come meglio credono. Si tratta infatti di «aree liberate», aree cioè sulle quali non è stato prorogato il vincolo preordinato all’esproprio.
La notizia è stata confermata ieri al Corriere di Como dai tecnici di Pedemontana Lombarda, contattati per verificare quanto trapelato nelle ultime ore, ovvero la segnalazione della mancata proroga ad alcuni proprietari dei terreni destinati a “ospitare” in futuro l’autostrada .
Una sorta di comunicazione ufficiale che in realtà Pedemontana ha poi spiegato di non aver inviato a tutti i proprietari dei terreni vincolati, ma soltanto a coloro i quali ne hanno fatto esplicita richiesta.
Certo è che la situazione, adesso, cambia completamente. Senza vincolo, i Comuni possono decidere, nei loro Pgt, di destinare le aree ad altre funzioni.
Peraltro, il Piano Territoriale Regionale (Ptr) – ovvero lo strumento urbanistico che detta le regole a livello sovraccomunale – è stato modificato in tal senso già da tempo. E non è da escludere che chi si è accorto del mancato rinnovo del vincolo preordinato all’esproprio lo abbia fatto proprio leggendo il corposissimo documento, pubblicato online sul sito della Regione. La cartina (viewer geografico) interattiva consultabile sulla stessa pagina del portale della Lombardia non fa chiarezza sulla situazione. Conserva infatti entrambi i tracciati sin qui ipotizzati per il secondo lotto della tangenziale: il primo a monte del lago di Montorfano, quasi tutto interrato; il secondo a valle, lungo il Parco della Brughiera. E tuttavia l’opera, per la quale si dovrebbero spendere non meno di 800 milioni di euro, non è elencata tra i «contenuti» della stessa mappa.
Carlo Ballabio, sindaco di Albese con Cassano, non è sorpreso dalla notizia. «In effetti – dice – il Piano territoriale della Lombardia, nella sezione della viabilità di interesse regionale, non prevede l’obbligo formale del secondo lotto. Noi abbiamo sin qui mantenuto nel Pgt il vincolo: sia quello a monte, sia quello relativi alla variante nel tracciato proposto della Provincia, a Sud della variante di Montorfano».
Ballabio aggiunge una puntualizzazione: «non faremo una battaglia per avere la tangenziale, anche se abbiamo lasciato il vincolo sappiamo che lo stesso non ha alcuna efficacia se non è previsto nello strumento urbanistico regionale».
Chi mostra invece preoccupazione e sconcerto è l’assessore ai Lavori pubblici e alla Viabilità di Como, Vincenzo Bella. «Credo che non sia un bel segnale – ha detto Bella prima di entrare negli studi di Etv per la diretta del martedì sera in sostituzione del sindaco Mario Landriscina – bisognerà ricominciare daccapo e per noi è un problema. Abbiamo sempre sostenuto che il tracciato doveva essere completato».
Sorpreso della notizia si dice anche Giuliano Capuano, sindaco di Montorfano, comune fortemente interessato dal tracciato del secondo lotto della tangenziale. «Sino a questo momento – spiega Capuano – la Regione non ha inviato alcuna comunicazione ufficiale. A Palazzo Lombardia non avevano deciso quale fosse il percorso migliore tra le due opzioni individuate. Mi era sembrato evidente che vi fossero pareri discordanti sul da farsi e che per questo motivo tutto fosse rimasto sospeso. Non immaginavo, però, che facessero cadere il vincolo sull’esproprio.

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