«Tangenziale e Pedemontana sono opere da completare, Como è la Capri di Milano»
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«Tangenziale e Pedemontana sono opere da completare, Como è la Capri di Milano»

Guida lariana per il settore edilizio della regione. Per la prima volta un comasco, Luca Guffanti, ingegnere già guida dell’Ance comasca, è stato eletto all’unanimità presidente di Ance Lombardia fino al 2022.
Un momento delicato, per il settore: il mercato che cerca di lasciarsi alle spalle gli anni della crisi da un lato, e dall’altro molte grandi opere incompiute, vedi Pedemontana e Tangenziale di Como, con l’ulteriore spada di Damocle dei test su “costi e benefici” imposti dal governo.
«Pur incompiute, sono infrastrutture che personalmente uso molto – dice Guffanti – Credo che ogni infrastruttura se ben ragionata e non fuori scala sia una premessa fondamentale per lo sviluppo. Guardiamo cosa fanno ad esempio a Londra dove sono, a differenza di noi italiani, abituati a programmazioni di lungo periodo: lo sviluppo lo portano appunto tramite le infrastrutture. Esempio: prima faccio una fermata della metropolitana e poi attorno ad essa mi mobilito per far rifiorire un quartiere magari prima degradato. Le infrastrutture sono un prerequisito necessario e quindi, per arrivare allo specifico comasco, la Pedemontana è opera monca che va ultimata. Il collegamento est-ovest da Varese a Bergamo è effettivamente problematico, una soluzione va trovata. Non spetta a me dire come nel merito, ma non possiamo tenerci le provinciali attuali con tempi di percorrenza inaccettabili».
Guffanti analizza anche il tema della mobilità integrata: «Prima ancora di migliorare le infrastrutture ferroviarie, meglio aumentare la frequenza delle corse e diminuire i tempi di percorrenza. Ci si deve abituare a un sistema di rete con logica metropolitana, ossia con un convoglio ogni dieci minuti. È la sfida della modernità».
Un’altra “incompiuta” lariana, anzi tutta lariana, è l’intervento sul lungolago di Como. «Speriamo sia la volta buona», si limita a commentare Guffanti. Che invita però a vedere Como come realtà integrata nel sistema lombardo anche dal punto di vista edilizio. «In un mercato del mattone che esce dalla crisi ma a diverse velocità, spicca il polo trainante, Milano, attrattivo anche per investitori stranieri. La stessa tendenza dovremo sforzarci di applicarla anche sul resto del territorio regionale, e Como ha il vantaggio di essere in primo piano, un elemento di pregio per la piacevolezza dei luoghi, come Capri per Napoli, in quella “grande Milano” che abbraccia una gran fetta di Lombardia ed è paragonabile alle metropoli più dinamiche come Parigi o Londra. La sfida sarà coinvolgere investitori internazionali anche su Como: come per Milano, possono esser loro l’inizio della catena della crescita».

31 ottobre 2018

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Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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