«Tangenziale, un’opera inutile e devastante». Ambientalisti schierati contro l’ipotesi secondo lotto
Cronaca

«Tangenziale, un’opera inutile e devastante». Ambientalisti schierati contro l’ipotesi secondo lotto

«Un progetto inutile, costoso e devastante». Le associazioni ambientaliste brianzole non usano mezzi termini per “condannare” l’ipotesi di realizzare il secondo lotto della tangenziale di Como. Un’opera molto discussa ma che, allo stato attuale dei fatti, non è in alcun modo in programma. Da tempo infatti i politici ne parlano – specialmente quando si dibatte sulla possibile gratuità del primo lotto – anche se attualmente non solo non esistono i finanziamenti, ma non è stato scelto nemmeno il progetto da seguire. Due infatti sarebbero, ad oggi, i possibili tracciati dell’opera: uno dal costo di circa 800 milioni di euro con parte del percorso in galleria e il secondo – tornato d’attualità durante l’ultima riunione del Tavolo della Competitività che ha ospitato in città il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessore ai Trasporti Claudia Maria Terzi – dal costo stimato di 670 milioni di euro e dall’impatto ambientale minore. «Non si deve realizzare l’opera – scrivono le associazioni ambientaliste (i firmatari sono Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, Le Contrade – Inverigo, WWF Insubria, L’Ontano – Montorfano, Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” – Alzate Brianza, Il Gambero – Capiago Intimiano, Sinistra e Ambiente – Meda, La Puska – Lentate sul Seveso, Circolo Legambiente di Cantù – Green Station) nè in superficie, nè in tunnel, sospendendo qualsiasi ulteriore spreco di soldi pubblici in nuovi o vecchi progetti. L’impatto dell’infrastruttura sull’ambiente naturale circostante sarebbe insostenibile. Il passaggio in superficie devasterebbe le ultime aree agricole e naturali della zona collinare brianzola, di alto pregio ambientale. Nel caso di passaggio sotterraneo avremmo un pesante impatto sul sottosuolo e sul delicato equilibrio idrogeologico del territorio, falde acquifere in particolare. In entrambi i casi, si avrebbe dunque la deturpazione della naturalità dei luoghi». Uno stop secco e definitivo che invita a guardare altrove per risolvere i problemi della mobilità. «Se ci sono i soldi pubblici (per il progetto del secondo lotto si parla addirittura di 700 milioni di euro), questi devono essere investiti anzitutto nel rilancio della mobilità ferroviaria, attraverso il potenziamento delle linee esistenti e, per quanto riguarda la direttrice Ovest-Est, in particolare della ferrovia Como-Lecco, il cui servizio versa in condizioni pietose. Deve essere contemporaneamente potenziato il trasporto pubblico tramite i bus e incentivata la “mobilità dolce”, attraverso la realizzazione di piste ciclo-pedonali», suggeriscono le associazioni, che invitano anche a prendere in considerazione anche la situazione attuale di alcuni importanti collegamenti. «Per le strade esistenti possono poi essere previsti interventi mirati per sistemare le criticità locali, sia sulla statale Como-Bergamo che su altre strade provinciali e locali».

24 ottobre 2018

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