Tante grandi incompiute al dunque

opinioni e commenti di marco guggiari

di Marco Guggiari

Come ogni anno, all’approssimarsi del giro di boa del calendario, è inevitabile un bilancio sulle opere che riguardano il territorio. Risparmiamocelo perché è meglio, penserà ogni comasco deluso e disincantato. Giusto. La settimana che si conclude oggi, però, consegna alcune certezze e qualche scadenza teorica che è opportuno considerare.

La prima è la doccia gelata caduta sulle teste di tutti coloro che credevano ancora nella possibilità del secondo lotto di tangenziale e, magari, nella gratuità del primo e unico finora realizzato.

Nulla di tutto questo avverrà. I giochi di parole, gli stucchevoli batti e ribatti tra Regione e governo nazionale, oltre ai tentativi di scansare la verità, non riescono più a nascondere l’evidenza. I terreni necessari all’ipotetico secondo lotto sono stati svincolati, a riprova della pietra tombale sull’opera.

È bene? È male? Dipende dai punti di vista. Chi parla di realizzazione troppo costosa, inutile, non rispettosa dell’ambiente, dal pedaggio oneroso e che, per il limitato numero di passaggi, non sgraverebbe il Comasco da traffico e smog, gioisce. Chi pensa a una grande occasione persa, invece no.

Il punto, però, è un altro. Le modalità del progetto per la nuova tangenziale, fin dalle sue origini, e le solenni promesse, sempre smentite, che l’hanno accompagnato, confermano l’approssimazione e l’inaffidabilità di una politica che non sa portare a compimento un impegno, mena il can per l’aia e prende in giro i cittadini. E questo è, purtroppo, un altro dato certo.

Veniamo alle scadenze, che lasciano qualche speranza ma confermano al tempo stesso una realtà fatta di mancate realizzazioni attese da tempo e mai giunte al dunque, per cause diverse tra loro, però con identico risultato pari a zero. E, nella migliore delle ipotesi, con un futuro cronoprogramma misurabile in più anni.

È il caso della variante della Tremezzina, decisiva per evitare code e blocchi lungo la trafficata statale Regina. L’Anas firmerà mercoledì prossimo il progetto definitivo per l’appalto dell’infrastruttura.

È il caso del cantiere per lungolago e paratie, il cui contratto d’appalto sarà siglato entro il mese di gennaio.

È il caso, infine, della gara per la bonifica dell’area ex Ticosa, anch’essa in dirittura d’arrivo tra dicembre e le settimane successive.

I soli nomi di queste opere riacutizzano l’orticaria di cui noi tutti soffriamo per il troppo tempo perso.

È l’Italia, è Como.  È comunque una grande frustrazione, vissuta giorno per giorno. Che il 2020 porti almeno qualche abbozzo di svolta.

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