Tante le attività aperte sul Lario, ma non si può andare ovunque: le risposte ai dubbi

Secondo lockdown

Durante il primo lockdown il tema era il codice “Ateco”, la classificazione approvata dall’Istat, che definisce ogni attività produttiva o commerciale. Per l’Area rossa, che non tocca fabbriche, laboratori e uffici, vale invece un allegato, il numero 23 del Decreto del presidente del Consiglio di ministri (Dpcm) che chiarisce le attività commerciali che restano aperte.
Si tratta di 30 categorie per il commercio, dagli alimentari all’elettronica, ai tabacchi, dalle edicole agli articoli sportivi, dall’informatica alle cartolerie, dalle librerie alle ferramenta, dai fiori alle auto e di 5 categorie per i servizi alle persone, ovvero lavanderie e tintorie anche industriali, pompe funebri, barbieri e parrucchieri. Ma con i limiti di movimento delle persone, anche dentro il comune di residenza, come si possono raggiungere i negozi? Si possono cambiare le gomme ad esempio, visto che è prossima la scadenza per gli pneumatici invernali? Ci aiuta in questo senso il comandante della polizia locale della Città di Cantù, Vincenzo Aiello, già vicecomandante a Como.
«Premetto che rispondo oggi (ieri ndr) in assenza di nuove circolari ministeriali.
Iniziamo con il cambio gomme, si può fare?
«Sì, per due ordini di ragioni. Le attività legate alla riparazione dell’auto non sono sospese e si deve adempiere a un obbligo legislativo del codice della strada declinato in ambito provinciale. Se il gommista è fuori dai confini comunali si potrà comunque raggiungere, sia perché potrebbe conservare i miei pneumatici invernali, sia perché non si tratta di attività presenti ovunque. Lo segnalerò sull’autocertificazione. Il consiglio è di avere un giustificativo della prenotazione. È un modo per semplificare i controlli».
Se volessi comprare una cartuccia della stampante o un libro, mi posso muovere?
«Sì, se l’acquisto è già stato fatto, si deve conservare lo scontrino. Se ci si sta recando a comprare, a Cantù utilizziamo questa modalità: lasciamo un indirizzo mail a cui il cittadino potrà inviare la copia dello scontrino».
Dal parrucchiere di Como può recarsi una canturina?
«Risposta più complessa. Ma direi di no. Potrebbe recarsi un residente in un comune in cui non vi sono parrucchieri. Non vale dire “ma è il mio salone di fiducia”, anche se so che la Cna, a livello nazionale, ha chiesto una deroga. Al momento però la risposta è no», spiega Aiello.
Per supermercati e ristorazione da asporto cosa dice?
«Nel primo caso non vale uscire dal Comune per trovare il supermercato più conveniente. Si potrà uscire se nel paese c’è soltanto un piccolo negozio di alimentari o una salumeria. Vale poi lo stesso principio dello scontrino se si viene fermati sulla strada verso la spesa. Riguardo al ristorante, il bar o la gelateria che si occupano dell’asporto, l’importante è che la vendita sia per il consumo successivo. Se il barista mi serve caffè e cannolo dalla porta e io li consumo davanti al locale non va bene. Diciamo che per evitare situazioni di imbarazzo, il prodotto da asporto va confezionato in modo diverso da quello abituale e soprattutto non consumato fuori dalla porta».

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