Tante pagine feline da regalare a Natale

opinioni e commenti di lorenzo morandotti

di Lorenzo Morandotti

Molti sono i libri sui gatti da regalare in occasione del  Natale, naturalmente a chi  ha in simpatia i mici e non è allergico al loro pelo. Bompiani ha in catalogo un classico, Il libro dei gatti tuttofare di Thomas S. Eliot, Adelphi La gattomachia dello spagnolo  Lope de Vega, Einaudi Animali in versi di Franco Marcoaldi. E molte argute poesie “feline” sono dello scrittore e critico comasco Federico Roncoroni. Sua  del 1998 (Balerna, Ulivo), l’Ode a Micio Macio, sintesi di tanti stilemi classici da Petrarca a D’Annunzio: «Calmo e pensoso / le quiete stanze / vai misurando / col tuo passo lento».

L’autore adora l’indipendenza dei gatti, il loro bastare a se stessi, che nella convivenza domestica è fattore di arcano magnetismo,  simboleggiato anche sul piano fonosimbolico dal gioco di miagolanti vocali: «Un gatto tu non hai, mai: / di un gatto tu sei. / Ora che lo sai, / non scordarlo mai: / il gatto tu sei / del gatto che tu hai» (Amici Mici, Balerna 2005).  Vivian Lamarque, spesso ospite di eventi letterari lariani, ha pubblicato da Mondadori Poesie per un gatto. Da non mancare la raccolta di prose Il gatto in noi di William Burroughs,  il papà della beat generation.  

In attesa di arrivare al 17 febbraio con la “Festa del Gatto”, ricorrenza  istituita trent’anni fa dalla rivista Tuttogatto, cerchiamo di prendere esempio dagli amici   baffuti – così  liberi, capaci di cogliere l’attimo in ogni momento   senza vane corse dietro a   una sfuggente felicità  –  per dar senso alle feste in un anno così particolare che invita a meditare sul senso della vita, sulla sua fragilità e brevità. Gli autori antichi  descrivono il gatto come un animale esotico e misterioso.

Plinio il Vecchio, l’erudito lariano autore della Naturalis historia, ne elogia il movimento leggero e furtivo.  «I gatti sono felici come sono, mentre gli uomini cercano la felicità fuggendo da sé»  scrive John Gray in un volume appena uscito da Rizzoli, Filosofia felina. Sono 205 pagine leggere e divertenti di storia del pensiero umano, dagli scettici a Schopenhauer, declinato alla luce del pensiero e dell’esperienza dei felini: per loro «la contemplazione è la percezione della vita stessa» scrive Gray. Insomma   prendiamo esempio dal micio di casa o del vicolo,   accettiamo  l’esistenza per quel che è: uno stato di felicità già raggiunto,  dimora cui tornare, annota Gray, «una volta eliminate le minacce concrete al proprio  benessere».

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1 Commento

  • enrica vittani , 20 Dicembre 2020 @ 18:53

    Chi non ha mai avuto un gatto non sa cosa abbia perso
    Enrica

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